Lettera aperta

alla cortese attenzione
della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana,
della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
dopo la comunicazione del Card. Bassetti.

Da cittadine e cittadini di confessione cristiano-cattolica, confortati dalle parole del Papa e dall'intervento del Vescovo di Pinerolo (in data 28.04.2020), sopravvissuto a una gravissima forma di covid-19, desideriamo qui dare voce a quei credenti, laici e ministri ordinati, la cui prima preoccupazione è che la ripresa delle celebrazioni avvenga per tutti i culti solo quando possa essere garantito il rispetto di tutte le cautele necessarie a impedire il diffondersi della epidemia. Considerando, nello specifico del culto cattolico, la natura della celebrazione eucaristica, i momenti di ingresso e uscita dalle chiese, la consacrazione del pane e la distribuzione della comunione, ci sembra che il rito della Messa presenti delle criticità evidenti e non facilmente superabili, se non a prezzo di uno stravolgimento della simbolicità dei suoi gesti, che non sarebbe accettabile sotto il profilo liturgico e teologico e difficilmente sufficiente sotto il profilo sanitario, come affermato ripetutamente da vari esperti in campo medico. Pertanto, ci sembra opportuno raccomandare la massima prudenza e un rinvio della ripresa per quanto cautelata delle celebrazioni pubbliche, finché non sarà possibile ovunque una celebrazione libera da modalità snaturanti e rischi seri per la salute, come fanno presente parroci che, da persone impegnate in concreto nella cura pastorale, sanno quali siano i gravi rischi ai quali si esporrebbe la salute sia dei ministri sia dei fedeli, non pochi tra loro di età avanzata.