DNA e apprendimento da adulti di una lingua straniera

DNA e apprendimento da adulti di una lingua straniera

La difficoltà nell’apprendimento di una seconda lingua potrebbe essere un problema genetico

di Francesca Moretti

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington, diretto dalla dottoressa Ping Mamiya, ha studiato il rapporto tra genetica e strutture neurali coinvolte nell’acquisizione e nell’uso di una lingua straniera, quindi differente dalla lingua materna, al fine di capire quali siano i motivi dei diversi livelli di apprendimento di una lingua tra un individuo e l’altro.

Gli studiosi sostengono che il nostro DNA sia in grado di influenzare l’apprendimento delle regole grammaticali della lingua oggetto di studio.

Se siete negati per le lingue straniere non corrucciatevi la colpa, almeno in parte, è attribuibile al gene Comt e ad alcune caratteristiche del cervello che ne sono condizionate.

La dottoressa Mamiya e il suo team hanno condotto la ricerca su un gruppo di 40 ragazzi cinesi, che al loro arrivo a Washington hanno iniziato un corso intensivo di lingua inglese, della durata di due settimane.

Gli studenti sono stati sottoposti prima a un test che ha analizzato il gene Comt, e poi a una risonanza magnetica che ha osservato le caratteristiche della materia bianca cerebrale, che è quella formata dai nervi che connettono fra loro i neuroni. L’esame genetico ha dimostrato che una delle tre possibili varianti in cui si può presentare il gene Comt crea difficoltà nell’apprendimento di una nuova lingua.

La risonanza magnetica ha invece evidenziato che durante le due settimane di corso la materia bianca si modificava, e in seguito tendeva a normalizzarsi, e che le modifiche più rilevanti si verificavano nei giovani che apprendevano l’inglese più velocemente.

La ricerca ha stabilito che la valutazione finale ottenuta dagli allievi cinesi che hanno seguito il corso è in parte dovuta a questi due risultati, la restante al loro impegno nello studio dell’inglese.

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