La vicenda dei Diplomati Magistrale assume sempre più i contorni di una vicenda in cui la parità di trattamento non è di casa e sembra non essere attuata né da parte dello Stato né da parte della giustizia. Questo quanto “lamentano” le varie associazioni di categoria.

Sul fronte giudiziario si segnalano 6000 Diplomati Magistrale destinatari di sentenze passate in giudicato che hanno riconosciuto loro il diritto alle Graduatorie ad Esaurimento (Tar, CDS, Gdl). Agli altri docenti Diplomati Magistrale si nega tale diritto.

Ma anche sul fronte “politico” si segnalano disparità. Infatti, nelle graduatorie ad esaurimento sono stati inseriti Diplomati Magistrale di nazionalità rumena che hanno conseguito il titolo nel loro Paese d’origine. A questi l’ingresso è stato consentito sulla base del semplice titolo posseduto.

Nel corso degli anni, infatti, il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca ha riconosciuto quali titoli di abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria italiana diplomi di scuola secondaria di secondo grado di altri Stati membri dell’UE, in particolar modo quelli della Romania.

In conseguenza di ciò lo Stato italiano ha consentito l’accesso alle graduatorie ad esaurimento senza che a quest’ultimi fosse richiesto il superamento di alcuna procedura concorsuale per titoli ed esami.