"Viva la Fisica". Il politico-scienziato Mattia Butta e i "se*aioli con le lenzuola"

Viva la Fisica. Il politico-scienziato Mattia Butta e i se*aioli con le lenzuola

L'idea su cui si basa il movimento Viva la Fisica, http://www.butta.org/?page_id=13459 (uno dei tanti partitini dal nome e dal simbolo più o meno bizzarri che ravvivano un poco il rito sempre più vuoto delle elezioni), è tutt'altro che disprezzabile: introdurre anche nel dibattito politico e parlamentare lo stesso rigore logico-argomentativo, la stessa chiarezza, onestà e trasparenza che caratterizzano la ricerca scientifica (o almeno dovrebbero caratterizzarla, dato che è molto ingenuo credere che essa sia, e sia sempre stata, del tutto immacolata, del tutto immune da condizionamenti finanziari, politici, militari).

È però lecito sperare che il fondatore, professor Mattia Butta, abbia nel frattempo rivisto, o almeno attenuato, talune sue posizioni.
Come quella, ad esempio, che lo induceva a liquidare in blocco come “ca**ate” la cultura classica e la filosofia ( https://www.butta.org/?p=1248 ), e a bollare gli antichi Greci come “se*aioli vestiti con le lenzuola”, ritenendo tutto sommato irrilevante il discutibile merito di avere inventato la democrazia ( https://www.butta.org/?p=17772 ).

Se quest'ultima affermazione suona strana sulla bocca di un politico (chi crede che la democrazia e i diritti umani dell'epoca moderna non debbano nulla alla classicità non deve far altro che tornare a sfogliare Voltaire), la prima è singolare anche da parte di uno scienziato. Difficile (per non citare che l'esempio più celebre) scindere, in Galileo, lo scienziato dal filosofo, e comprendere i suoi scritti senza una cultura letteraria e filosofica. Strano, poi, che chi ha a cuore razionalità e rigore argomentativo reputi se*aioli e fanca**isti Aristotele ed Euclide, padri della logica e del metodo ipotetico-deduttivo.

E che chi, evidentemente, avendo fondato Viva la Fisica, conosce a fondo l'opera di Heisenberg, dunque anche Fisica e filosofia, reputi la prima una cosa seria, la seconda una “sciocchezza”.

Non so quanto il sistema educativo, e lo stesso patrimonio artistico, sarebbero tutelati sotto un governo a maggioranza Viva la Fisica. Archivi e biblioteche sarebbero probabilmente lasciati alla polvere, se non bruciati, stracolmi come sono di ca**ate greche e latine. Né miglior sorte avrebbe l'arte: cos'è la Scuola di Atene di Raffaello se non una magniloquente celebrazione dei se*aioli con le lenzuola? E gli artisti del Rinascimento non scimmiottavano forse gli orridi sgorbi sbozzati da quei fanca**isti per ammazzare il tempo? Non si scervellavano forse sulle seghe mentali di Vitruvio?
“Possibile che gente (supposta) intelligente quando si parla di latino/greco se ne escono (sic) con queste scemenze?” ( http://www.butta.org/?p=19292 ).

Caro professore, se non altro studiare un po’ delle “peggio seghe mentali (sic) di spippettatori di millenni fa (sic)”, come lei le definisce, l’avrebbe aiutata ad esercitarsi con i congiuntivi e le concordanze (per quanto, indubbiamente, si possa parlare e scrivere un ottimo italiano anche senza aver mai studiato latino e greco).
Ma queste sono, tutto sommato, amenità di cui sorridere. Più o meno i discorsi di un bambino di prima media un po' svogliato costretto a studiare il Partenone e Pericle anziché dedicarsi ai videogiochi.

C'è, però, in questo modo di pensare, una conseguenza terribilmente seria, e preoccupante.
Si dà il caso che anche i diritti umani siano figli di una lunga, laboriosa e accidentata tradizione filosofica (dalla humanitas ellenistica al giusnaturalismo fino al moderno pensiero liberale e democratico).
E, coerentemente, Butta non sembra darsi particolare cura neppure di quest'altra sega mentale filosofica che sono i diritti umani, dato ciò che scrive in materia di migranti e di donne.

“La cosa forse più sensata che ho sentito in questi giorni è stata che i clandestini sono morti perché si erano tutti accalcati dallo stesso lato della barca, quindi si è salvato solo quello che aveva scorreggiato“ ( https://www.butta.org/?p=17430 ). In sintesi, essendo le tragedie in mare inevitabili, l'unica soluzione è impedire l'immigrazione. Poco importa che si tratti di persone che fuggono dalla guerra e dalla fame. Sentimentalismi poco scientifici.

Inutile, poi, ricordargli il debito morale che l'Occidente ha contratto con terre e popoli che ha depredato a più riprese per secoli. Dopotutto, “il colonialismo italiano dal punto di vista economico fu un fallimento totale. Le materie prime trovate nelle colonie furono ridicole” ( https://www.butta.org/?p=20259 ). (Forse, a questo punto, dobbiamo chiedere noi agli etiopi il risarcimento per l'iprite sprecata invano).

Poco importa, a suo dire, che le condizioni di vita nei centri d'accoglienza destino preoccupazione. “Nessuno è andato in Nigeria o in Somalia a fare le retate. Sono loro che sono venuti volontariamente in Europa“ ( https://www.butta.org/?p=20054 ).

Ecco come Butta risolverebbe, drasticamente, il problema dell'immigrazione.
“Prendi le persone, le identifichi, verifichi (velocemente) se hanno diritto all’asilo e se no li rimandi indietro, con la forza. Nel frattempo stanno in galera. Sì, galera. Non soccorri nessuno che non sia in acque italiane. Se una barca non sta affondando e vuole entrare illegalmente in acque italiane intimi di allontanarsi. Se non lo fa spari dei colpi di avvertimento. Se non ubbidisce e non si allontana dalle acque italiane la affondi” ( https://www.butta.org/?p=18870#comment-69324 ). Le convenzioni internazionali sul soccorso marittimo devono apparire al professore un dettaglio facilmente aggirabile.

Egli ha cura di precisare: “Per galera mi sta bene qualsiasi luogo fisico da sui sia impedito uscire, anche una tendopoli o una baracca abbandonata. Basta che abbia inferriate, reti e persone dotate di mitra che sparano ad altezza uomo se qualcuno prova ad uscire” ( https://www.butta.org/?p=18870#comment-69327 ). Superfluo dire quali scenari paiano qui evocati. Tutto molto scientifico, in effetti. Il Novecento, del resto, ha già mostrato quanto razionali ed efficienti sappiano essere organizzazioni e programmi di questo tipo.

Neppure le donne potrebbero stare molto tranquille. La violenza contro di loro non sembra preoccupare molto il politico-scienziato. Una ragazza stuprata potrebbe sempre essere, in realtà, “una cagna in calore che gli dice 'tiralo fuori e sfondami' perché ha bevuto troppi Cuba Libre”, e che “per una serata balorda in cui l'ha data al primo che passa si porta a casa un bel gruzzoletto che la sistema per il resto della vita. (…) Quante volte vi siete trovati con una ragazza ubriaca in discoteca che vi si butta addosso perché ha voglia di manico?” ( https://www.butta.org/?p=18986 ). Questo il caso a cui si riferisce: https://edition.cnn.com/2016/06/06/us/sexual-assault-brock-turner-stanford/index.html Forse Butta proporrebbe in parlamento la legalizzazione dello stupro qualora, come nella fattispecie, la vittima sia esanime (“rape of an intoxicated/unconscious person”). Chi tace acconsente, del resto.

In compenso, sul piano educativo, in materia di valori e visioni del mondo che gli insegnanti dovrebbero trasmettere agli alunni, lo scienziato ha le idee chiare. Fin troppo.

Ecco, stando alle sue parole, la nobile missione dei docenti. “Siete gli insegnanti di questi ragazzi, e la cosa che dovete insegnare loro prima di tutto è come si affronta la vita. Siamo diversi perché c'è chi è bravo con gli affari e intraprendente: diventerà ricco, comprerà la macchina sportiva e avrà al suo fianco una donna con le tette grosse; c'è chi invece è imbranato con gli affari, farà un lavoro da stipendio normale e girerà con l'utilitaria avendo al suo fianco una donna che a 35 anni ha già il culo basso” ( https://www.butta.org/?p=18979 ). Manicheo. Forse la lettura delle seghe mentali del pensiero filosofico e pedagogico gli avrebbe consentito di maturare una visione dell'educazione, e della donna, e dell'amore, e del mondo, un po' più profonda, complessa e sfaccettata.

Alieno dalle sottigliezze filosofiche, il professore non vede una differenza sostanziale fra la legittimazione delle unioni omosessuali e quella di fenomeni come, nell'ordine, e testualmente, il masturbarsi in pubblico, l'incesto, lo sposare una capra (sic) o un pacchetto di spaghetti (sic), l'affetto per il proprio parrucchiere. Il matrimonio dovrebbe così diventare “una scatola vuota” (sic), e il problema sarebbe risolto. ( https://www.butta.org/?p=13321 ). Difficile credere che il paladino della razionalità e della logica non riesca a vedere che l'amore fra persone dello stesso sesso non è equiparabile alla masturbazione pubblica, all'incesto, che snatura i rapporti famigliari, alla zoofilia che è una grave patologia psichiatrica, al rapporto con il parrucchiere che è di clientela, non d'amore... Sterili sottigliezze intellettuali.

Ma non c’è neppure bisogno (anche se forse aiuta) aver meditato Hegel per sapere che la famiglia è, sul piano politico, cellula fondamentale della società, su quello affettivo un nodo di relazioni e di legami in cui il ruolo del coniuge è diverso da quello dei figli, e a maggior ragione da quello di animali domestici e oggetti inanimati. Questioni di natura, genere, specie... Questioni ontologiche, dunque filosofiche; dunque, coerentemente, agli occhi del professore, “seghe mentali”.

Il sonno della ragione, si sa, genera mostri. Ma casi come questo confermano che neppure lo scientismo assoluto assume sempre forme rassicuranti.
L'etica, del resto, è parte della filosofia. Dunque, per il professor Butta, anch'essa una “ca**ata” e una “sega mentale”. Ma la storia insegna quanto la politica (e la scienza) siano pericolose quando vengono scisse dall'etica.

A chi gli faceva sommessamente notare che, forse, un minimo di cultura classica e filosofica non è del tutto inutile a chi voglia dedicarsi alla politica, Butta rispondeva: “Fare politica, oggi più che mai, significa fare spettacolo, dire le parole giuste con l’intonazione giusta per prendere i voti. Tutto un teatrino, e il teatro si fa anche senza filosofia” ( https://www.butta.org/?p=1248&cpage=1#comment-751 ).
Forse, ad essere realisti, non ha torto. Ma la politica italiana ha già dato, in tempi recenti e meno recenti, diversi esempi, drammatici o ridicoli, di questa brutalità e di questa rozzezza.
Del suo sinistro ed inquietante teatrino ammantato di rigore scientifico, professor Butta, non abbiamo bisogno.

kallaste
Categoria Politica
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