Le malandrinate delle società private di riscossione tributi

Le malandrinate delle società private di riscossione tributi

Mia figlia Laura ha ricevuto da parte di Sorit S.p.A. una lettera da me ritirata, con la quale le intimavano il pagamento di due sanzioni amministrative per le quali, nel caso non fosse stato saldato l'importo dovuto, SORIT S.p.A. sarebbe stata legittimata ad agire nei suoi confronti anche ricorrendo al fermo amministrativo, così come previsto ai sensi nell’art. 3, commi 24 e 25 del D.L. 30/09/2005 al n. 203 convertito in legge in data 02/12/2015 al n. 248, la predetta missiva era a firma del sig. Vioni Riccardo. Da una attenta disamina del documento si evinceva che non era indicato il nominativo del responsabile a pena di nullità del procedimento come previsto nell’art.5 della legge 241/90.

Contatta S.p.A. al numero verde 800.199.288, dopo due minuti di attesa, mi si chiedeva che la telefonata fosse registrata. Ricevuta la conferma alla registrazione, rispondeva un’operatrice a cui chiedevo di parlare con il sig. Riccardo Vioni.

La risposta dell’operatrice era negativa, poiché il numero verde corrisponde ad un call center che non ha un diretto del sig. Vioni, vice direttore di SORIT S.p.A.

Questi call center non hanno nessuna delega a risolvere le controversie di SORIT con gli utenti, ma servono solamente a creare ulteriori fastidi e danni. Così, quando ho chiesto di voler agire in giudizio e chiedere la trascrizione della telefonata chiamando l'operatrice a testimoniare della conversazione, questa ha chiuso immediatamente la comunicazione.

Queste società private sono state inserite dagli Enti Comunali con il solo scopo di arricchirsi senza dare supporto, come dimostra che antecedentemente a questa denuncia, si è chiesto, al Comune di Desio di ricevere copia della convenzione tra Comune e SORIT S.p.A., ma la richiesta non ha avuto nessun seguito dall’amministrazione comunale, né tanto meno da SORIT S.p.A.

Da un'attenta disamina della normativa in base alla quale queste aziende agiscono, si scopre l'inesistenza della legge del 2 dicembre 2005 al n. 248. Infatti, questa legge nasce da un Decreto Legge del 30 settembre 2005. I decreti legge come previsto negli artt. 72 e 77 della Costituzione Italiana sono ammessi se hanno dei provvedimenti di urgenza e, devono essere convertiti in legge a pena di decadenza, nei termini di sessanta giorni.

Il D.L. del 30 settembre 2005 è stato convertito in legge in data 2 dicembre 2005 oltre i termini previsti, per cui si è approvato una legge oramai decaduta. Infatti un decreti legge, come previsto nell’art. 15 al n. 4 della legge 23 agosto 1988 n. 400, prevede: “Il decreto-legge e' pubblicato, senza ulteriori adempimenti, nella Gazzetta Ufficiale immediatamente (con il termine immediatamente, significava che la pubblicazione del D.L. del 30/09/2005 doveva essere pubblicata nello stesso giorno) dopo la sua emanazione e deve contenere la clausola di presentazione al Parlamento per la conversione in legge”.

Tutto questo succede perché viviamo in uno Stato direttoriale e non in uno Stato Democratico e di diritto, anche perché i cittadini italiani, con un sistema elettorale disastroso creato da persone incompetenti, eleggono solamente il Parlamento, mentre i membri degli altri organi Costituzionali e quelli di rilevanza Costituzionale sono nominati. Così, coloro che devono vigilare si disinteressano totalmente dell’applicazione delle leggi finendo per creare caos, confusione e nocumento ai cittadini italiani, pur di difendere i propri interessi personali. Infatti, questa legge inesistente sussiste da tredici anni.

Appare pertanto evidente l'illegalità in cui operano queste società private di riscossione come SORIT S.p.A., la ABACO S.p.A e tutte le altre che hanno ricevuto iscrizione all’albo apposito dal MEF.

Categoria Cronaca
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