Giorgia Meloni non riesce ad afferrare un concetto banale: lei non si sente fascista, perché dice di non essere nemmeno nata quando in Italia il Duce marciava su Roma. Vero. Ma l'essere fascisti oggi non vuol dire necessariamente appartenere alle camice nere del ventennio mussoliniano. E' sufficiente coltivare e, soprattutto, seguire le ideologie che ispirarono il fascismo, un po' come in Germania esistono gruppi di estremisti che si ispirano ancora a idee neo-naziste.

I regimi passano, ma le idee che lasciano restano. Giorgia Meloni dice di non essere fascista, ma è tornata a inserire la fiamma tricolore nella bandiera di Fratelli d'Italia. Un simbolo che rievoca la Repubblica di Salò, ultima roccaforte del regime di Mussolini. Fratelli d'Italia non è un partito nato ieri: ha ereditato le ceneri del Movimento Socialista Italiano di Giorgio Almirante, fascista dichiarato, mascherandosi da movimento moderato, quando Meloni moderata non è, tanto da strizzare l’occhio alle frange più estreme della destra, come Casapound e Forza Nuova, e da negare con forza le inchieste di Fanpage che hanno accertato infiltrazioni neofasciste nel suo partito.

La Meloni respinge le accuse di essere una estremista di destra, ma continua a portare avanti posizioni sovraniste, nazionaliste, razziste e anti-europeiste, anche se ultimamente ha assunto un profilo  più basso nei confronti di Bruxelles per accattivarsi le simpatie internazionali a poco meno di due mesi dalle elezioni. Ciononostante continua a fiancheggiare la Lega e la sua politica di salvaguardia della "pura razza italiana" dall'invasore straniero, perché la storia non insegna mai nulla e ogni tanto fa tornare gli spettri del passato.

Appare chiaro che Meloni non ha capito la situazione. Si dichiara vittima di complotti orchestrati da chissà quali poteri forti; vede complotti anche laddove c'è una volontà arcigna di ricacciare indietro i fantasmi del passato. "Non ero nata, che c’entro col fascismo?", dice lei. È una risposta sciocca, perché ignora che la storia è un continuo rapporto tra passato e presente. Giorgia Meloni non ce la fa proprio a impersonare una destra moderna. E se vanta tanti consensi in Italia non è per quello che ha fatto, ma per quello che gli italiani sperano che faccia. Il che vuol dire sperare che piova nel deserto in una giornata di piena estate, perché Fratelli d'Italia, come tutti i partiti, non ha nessuna ricetta magica per risollevare le sorti del Paese. 

La leader di Fratelli d'Italia, con un passato da ministro fallito del governo Berlusconi, se diventasse presidente del Consiglio farebbe solo un sacco di pasticci. Ma non è questo il punto. Il punto è che lei crede che i brutti “sogni neri“ siano finiti e che in Italia non esista un problema storico chiamato fascismo. Si potrebbe allora commettere l'errore di considerare i Fratelli d'Italia come dei reazionari innocui e scanzonati. Ma questo fu lo stesso errore che gli italiani fecero con Mussolini. E sappiamo la fine che abbiamo fatto.