Migranti, sicurezza, onestà, privilegi... i temi della commedia di Salvini e Di Maio

Migranti, sicurezza, onestà, privilegi... i temi della commedia di Salvini e Di Maio

«L’Italia torna a farsi sentire. Lavoro perché il nostro Paese sia sostenuto nella sua operazione di soccorso, protezione e riaccompagnamento di migliaia di clandestini nei luoghi di origine.

Sarà una soddisfazione se le proposte italiane potranno diventare europee, con una riduzione delle partenze, degli sbarchi e dei morti nel Mar Mediterraneo.»

Queste le parole di Matteo Salvini alla fine di una breve riunione a tre pomposamente definita vertice, che si è svolta a Innsbruck tra i ministri degli interni di Italia, Austria (Herbert Kickl) e Germania (Horst Seehofer).

Una pagliacciata che è servita ai tre per riaffermare le loro politiche xenofobe agli elettori dei rispettivi Paesi, riproponendo un refrain, alla cui base stanno legalità e sicurezza (come se i loro avversari politici promettessero il caos) raggiungibile unicamente respingendo i migranti che chiedono asilo.



Così, Salvini ha potuto dichiarare che «i fattori che ci uniscono sono molti di più di quelli che sono oggetto di discussione. Se si riducono drasticamente le partenze e gli arrivi non ci sarà alcun problema alle frontiere interne dell’Unione e si potrà continuare a lavorare serenamente tra popoli come è nostra intenzione fare.

La Ue torni a difendere i propri confini e il diritto alla sicurezza di 500 milioni di europei messo a rischio in questi anni!

Sono molto soddisfatto del fatto che le proposte italiane potranno diventare proposte europee: riduzioni delle partenze, riduzioni dei morti e riduzioni degli sbarchi, e quindi riduzione dei problemi. Se il modello italiano diventerà il modello europeo sarà per noi motivo di orgoglio.

Sostegno alle autorità libiche, evitare di usare l’Italia come unico punto d’arrivo delle missioni nel Mediterraneo: se si risolve il problema a monte ci saranno meno problemi a valle. Questo nucleo di amicizia con Austria e Germania potrà dare un impulso positivo a tutta Europa per riconoscere il diritto di asilo a quella minoranza che scappa davvero dalla guerra ed evitare le partenze, le morti e l’arrivo di persone che non scappano da nessuna guerra.»

Questi geni della politica, naturalmente, nel loro "vertice" si sono guardati bene dal chiedersi perché qualcuno fugga dalla guerra e se non esista qualche vaga responsabilità, anche dei loro Paesi, nel promuovere guerre e condizioni alla cui base le guerre vengono combattute.

Ma questi sono argomenti che agli elettori di Herbert Kickl, Horst Seehofer e, soprattutto, di Matteo Salvini non interessano... troppo complessi e troppo complicati. A quella gente, non proprio illuminata, basta che gli si sventoli un diverso a cui attribuire tutti i mali del mondo che subito applaude soddisfatta. È il "panem et circenses" odierno.

Un metodo di distrazione di massa in uso da decenni e che ha sempre funzionato e che, è ormai evidente, sta alla base dell'azione del governo italiano. Se la Lega di Salvini usa i migranti, anzi gli immigrati, a questo scopo, i 5 Stelle usano la loro presunta onestà, e la presunta lotta contro sprechi e privilegi per soddisfare la propria base elettorale.

Così, il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, scrive sul blog delle Stelle: "Invito tutti a fare una cosa semplice: postate sui social un video o una foto dove fate "ciao ciao" con la mano per salutare il privilegio che se ne va usando l'hashtag #ByeByeVitalizi. Prendiamoci questa piccola rivincita. La prima di tante che ci aspettano."

Alla Camera, giovedì, dovrebbero essere aboliti i vitalizi e le parole sopra riportate sono l'annuncio per un provvedimento che verrà preso in tal senso. Ma è normale che in un Paese democratico un vice premier e due volte ministro usi un tale linguaggio per annunciare un voto alla Camera?

È normale se si vuole alimentare nel Paese uno stato di contrapposizione perenne contro il nemico di turno, in modo da tenere all'erta il proprio elettorato e fargli presente che è sempre in guerra e che ad ogni angolo c'è un nemico da combattere e da abbattere.

Lega e 5 Stelle vogliono governare in questo modo per cinque anni. E già dopo neanche due mesi sono diventati insostenibili... almeno per alcuni italiani. Adesso è da vedere per quanto tempo questa commedia, entrambi i partiti, riusciranno a farla digerire ai loro rispettivi elettori.

Categoria Politica
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