Il fanatismo, si sa, è una piaga pericolosa in qualsiasi forma si manifesti. E una di queste piaghe è l’amore smodato per gli animali. Sarà capitato anche a voi di sentire qualcuno affermare:  “Sono meglio le bestie che gli umani”. Gli animali vanno sicuramente amati, ma non vanno trasformati in reliquie religiose da innalzare sull’altare dell’idolatria.

Una volta, su Facebook, c'era una donna che aveva quattro cani e nemmeno un figlio. Forse è per questo che definiva i suoi animali "figli pelosi"? Ironia della sorte, quella donna era poi la stessa che sul suo profilo augurava agli immigrati di annegare tutti in mare. Ecco dove siamo giunti. Siamo giunti al punto in cui, per questi fanatici animalisti, la vita di un animale vale più della vita di un essere umano.

Per secoli il rapporto tra uomini e animali si è consumato in un clima di sostanziale normalità, laddove non subentrava l’adorazione divina. Il disastro ambientale ha creato una maggiore consapevolezza ecologica, ma ha partorito anche un esercito di fanatici per cui la vita di un animale conta di più della vita di un uomo. Un giorno un gruppo di donne si presentarono fuori al ristorante dello chef Cracco definendolo un assassino. Il motivo? L’uomo aveva cucinato due piccioni in padella. Era bastato questo perché fosse additato come un criminale.

E’ necessario, a questo punto, fare un distinguo: un conto è difendere gli animali perché si vede in loro una salvaguardia dell’ecosistema; un altro è trasformali in feticci buoni solo per le proprie frustrazioni. Trovo normale che un bambino accarezzi un cane. Non trovo affatto normale che una donna faccia il bidet a un maiale. Una cosa è ammirare un cavallo che corre in un bosco. Altra è divinizzare gli animali come se questi fossero delle divinità da mettere al di sopra dell’uomo.

Secondo gli analisti, l’attaccamento morboso per gli animali confina con una forma di asocialità e di disturbo della personalità. Chi ama morbosamente gli animali è uno che non ama mettersi in gioco con gli altri e preferisce rifugiarsi in chi non ha coscienza. Ci si sente sicuri e protetti da un mondo che genera frustrazioni. L’attaccamento malato verso gli amici a quattro zampe è una forma di fanatismo e chi ne è affetto, secondo gli psicologi, mostra chiari sintomi di disagio mentale. Gli animali vanno trattati con rispetto, certo, ma mi fanno pena quelli che poi si relazionano con essi mettendoli al di sopra degli uomini.