La vecchia “regina” delle droghe era stata oscurata per molto tempo dalla ben più terribile eroina. La cocaina, infatti, era stata relegata agli ambienti dei ricchi viziosi che la usavano per allietare una serata mondana, una festa tra amici, e certamente non era considerata pericolosa  come l'eroina che negli anni Settanta e Ottanta seminava la morte tra i giovani finiti del tunnel della dipendenza.

Comunque sia, resta il fatto che anche la cocaina, al pari delle altre droghe, dev’essere considerata pericolosa per la salute umana. Nonostante le minori preoccupazioni che suscita, è innegabile che essa influisca negativamente sulle condizioni psico-fisiche di una persona. Non vale nascondersi dietro la scusa che i popoli andini ne hanno fatto storicamente uso, masticando foglie di coca, per vincere la fatica fisica o per resistere al digiuno. In realtà, il consumo di cocaina nei nostri giorni non ha nulla a che vedere con l’uso che ne facevano i popoli antichi, dato che la cocaina oggi non viene assunta per scopi medici, ma come risorsa per lo sballo o per superare le difficoltà della vita.

E così, dopo essere stata per molto tempo oscurata, oggi la cocaina è tornata a circolare tra i consumatori di ogni età ed estrazione sociale. Nonostante che i mezzi di informazione continuino a considerarla come causa tanto del diffondersi a macchia d’olio del consumo di stupefacenti quanto dei morti che ne derivano, la cocaina ha invaso i mercati illegali, emancipandosi dagli ambienti dell’alta aristocrazia per estendersi anche negli strati inferiori della società civile grazie a un calo dei prezzi deciso dalla criminalità organizzata che ha reso la cocaina accessibile a tutti. La droga d’élite è finita così per diventare droga di massa. I politici l’assumono per reggere lo stress dell'incarico, gli artisti per avere l’ispirazione giusta, i cantanti per resistere ore ai concerti, gli attori per recitare alla perfezione sui set, gli sportivi per migliorare le prestazioni agonistiche, gli studenti per superare un esame universitario, i ragazzi per movimentare una festa tra amici. 

La cocaina, una volta, era la droga dei ricchi, adesso è alla portata di tutti e ha ridisegnato pure l'identikit del consumatore. L'eroinomane, con il corpo segnato dai buchi e con l'andatura barcollante sui marciapiedi, lo riconoscevi subito e magari lo evitavi. Adesso il cocainomane è l'ingegnere, il commercialista, l'avvocato, il medico o il semplice inquilino della porta accanto che mai avresti sospettato far uso di droga. La cocaina è la seconda sostanza più diffusa nel mondo dopo la  cannabis. I consumatori sono più che raddoppiati rispetto all'inizio degli anni Duemila. Basta farsi un giro nei centri sociali per vedere insospettabili professionisti finire nelle strutture sanitarie con il cervello bruciato dal consumo della povere bianca.

La cocaina è diventata un rito sociale. Nelle discoteche o nei locali notturni è la norma. Al posto del dolce ti offrono la cocaina. Nessuno però si sogna di vederla, ma solo di regalarla, perché in alternativa sarebbe spaccio. In estate, poi, il consumo aumenta in modo allarmante: si sniffa tutti i giorni perché lo sballo dura tutta la settimana e non solo nel week-end. L'età media dei consumatori si è pericolosamente abbassata. Adesso sniffano anche ragazzini di 15 anni per provare il gusto del proibito o per emulare gli adulti.

Come al solito, il consumo della cocaina è accompagnato dalla convinzione che la coca non sia dannosa quanto l'eroina. Una convinzione sbagliata perché è scientificamente provato che anche la cocaina può avere effetti devastanti sulla sfera psico-fisica di un consumatore. A livello psicologico provoca disturbi mentali, tremori, convulsioni, irritabilità, deliri paranoici, comportamenti violenti, perdita del contatto con la realtà. A livello fisico genera una modificazione della temperatura corporea, un aumento della pressione arteriosa, delle anomalie del ritmo cardiaco, fino a condurre un soggetto alla morte per arresto cardiorespiratorio. Vale la pena pagare un prezzo così salato per pochi momenti di euforia artificiale?

Certo, si resta stupiti e perplessi di fronte a scelte di vita operate da chi si dà alla droga. Tossicodipendenti soprattutto, ma non necessariamente, visto che la cocaina fa facendo proseliti anche tra le nuove generazioni. Sfuma così la speranza che la droga, pur senza sparire del tutto, rimanesse ai massimi livelli finora raggiunti. Evidentemente le organizzazioni criminali, intuito il pericolo di una riduzione costante del consumo di droga, causato anche dalla martellante campagna di sensibilizzazione di massa operata dai mezzi di informazione, hanno ripiegato sulla cocaina che, almeno nel breve tempo, non sembra provocare gli stessi effetti devastanti dell'eroina. E il gioco di dolore e di morte è ripreso, così. Con una nuova sostanza, con una nuova moda, con nuovi "clienti". E contro di cui altra difesa non c'è che il rifiuto, il rigetto, la negazione, come uniche armi per tutelare la salute, l'integrità psicofisica, la vita stessa.