Una serie di scioperi attende il Governo nelle prossime settimane a partire da maggio

Una serie di scioperi attende il Governo nelle prossime settimane a partire da maggio

Nonostante tutte le meraviglie di cui quotidianamente di informa il Governo populista, per le prossime settimane varie sigle sindacali hanno programmato una serie di scioperi a livello nazionale.

A Maggio l'Usb annuncia uno sciopero del pubblico impiego per il giorno 10. Per la settimana successiva è previsto uno sciopero del comparto Scuola, Università e Ricerca da parte di Cgil, Cisl e Uil a cui farà seguito, un mese dopo, lo sciopero dei metalmeccanici, indetto da Fim, Fiom e Uilm per il 14 giugno con 8 ore di stop e 3 manifestazioni nazionali per denunciare una crisi dell’industria definita gravissima, con la produzione in calo del -5,5%, di cui però il Governo non sembra accorgersi.

Questi i temi su cui Fim, Fiom e Uilm chiedono al governo e alle imprese di intervenire:

• la riduzione delle aliquote Irpef sul lavoro dipendente;
• l’aumento dei salari;
• l'incremento di investimenti pubblici e privati nei settori strategici;
• la reindustrializzazione delle aree in crisi, con piani di sviluppo territoriale che garantiscano l'occupazione;
• l'impegno comune al confronto in sede Ue per detrarre gli investimenti dai vincoli comunitari;
• lo sviluppo di infrastrutture energetiche, digitali e dei trasporti;
• lo sviluppo della filiera manifatturiera collegata alla mobilità ecocompatibile di persone e merci;
• il contrasto alla “controriforma” del codice degli appalti, alla sostanziale liberalizzazione dei subappalti e per l’estensione delle clausole sociali;
• un investimento straordinario nella salute e nella sicurezza delle persone e del territorio;
• la riforma degli ammortizzatori sociali;
• l’incentivazione di contratti di solidarietà “espansivi” finalizzati alla riduzione degli orari di lavoro e all’occupazione giovanile;
• il sostegno agli investimenti delle imprese (piano impresa 4.0), la formazione e l’istruzione;
• leggi per l'applicazione erga omnes dei contratti e la rappresentanza dei lavoratori recependo quanto previsto dagli accordi interconfederali e di categoria;
• lo sviluppo di forme di partecipazione dei lavoratori nella progettazione dell’organizzazione del lavoro e nelle scelte strategiche aziendali.

Categoria Economia
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