Forse quelli che difendono la legge Zan non hanno ancora capito le storture che nasconde questo decreto che sta preoccupando cattolici, conservatori e femministe. Continuano ad applaudirlo come se fosse il Vangelo, quando invece è un attentato alla nostra libertà. Il testo non è di difficile comprensione, basta leggerlo per comprendere le sottili trappole che nasconde. Ecco i punti fondamentali.

Primo punto: Identità di genere. Che significa identità di genere? Vuole dire che se pensate che nel mondo esistano i maschi e le femmine vuol dire che siete anacronisti, perché la legge dice che ognuno ha il diritto di sentirsi e di essere trattato non in base al sesso naturale, ma in base a come si percepisce. Per esempio: oggi mi sento maschio e voglio essere trattato da maschio; domani mi sentirò femmina e vorrò essere trattato da femmina e dopodomani magari mi sentirò una piattola e vorrò essere trattato da piattola. Lasciate perdere la bugia che le legge serva per difendere gli omosessuali. Non serve per difendere proprio nessuno, serve solo per abolire le distinzioni sessuali.

Punto secondo: Lezioni gender. Lo sapete che presto i vostri figli a scuola saranno sottoposti a incontri obbligatori con gruppi Lgbt che faranno da insegnanti? Voi direte: “Cosa c’è di strano?”. Cosa c’è di strano lo ha spiegato Michele Murgia: “Il punto è cominciare a modificare la cultura”. Modificare la cultura. Che, tradotto, vuol dire fare il lavaggio del cervello ai bambini per inculcare nelle loro menti non ancora strutturare le teorie gender. Tipo: come fare l’amore omosessuale, come diventare trans, come cambiare sesso, come amare un gay più di te stesso, ecc.

Terzo punto: Libertà di parola. I sostenitori del ddl Zan ritengono infondati i timori di una censura della parola. Loro dicono che la libertà di pensiero e di opinione è garantita da una clausola. La cosiddetta clausola “salva-idea”. Allora, già il fatto che una norma debba prevedere una clausola di libertà, teoricamente garantita dalla Costituzione, dimostra la pericolosità di questo testo. I teorici del decreto Zan dicono che si potrà dire tutto ciò che non istiga alla violenza o alla discriminazione contro gli omosessuali. D’accordo. E chi stabilirà ciò che si potrà dire o no? Potremo affermare, per esempio, che le lezioni gender nelle scuole sono abominevoli? Potremo dire che se uno nasce con il pene è maschio e se una che nasce con la vagina è femmina? Potremo dire che le coppie omosessuali non debbono adottare bambini? Potremo dire che l’utero in affitto è un mercimonio orribile come quello degli organi?

È evidente che l’incertezza giuridica del testo su ciò che si potrà fare o no produrrà denunce arbitrarie contro chiunque non si adeguerà ai desideri degli arcobalenici. Lo dimostra quanto detto da Alessandro Cecchi Paone: “Ritenere che l’unica famiglia sia quella tra uomo e donna sarebbe incitamento all’odio perché crea infelicità negli esseri umani, quindi sarebbe perseguibile”. Più chiaro di così c'è solo la luce del sole a mezzogiorno.