Dopo 9 anni, sulla vicenda di Stefano Cucchi la verità che dovrebbe far vergognare molti politici

Dopo 9 anni, sulla vicenda di Stefano Cucchi la verità che dovrebbe far vergognare molti politici

Nel gennaio del 2009, l'allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, dichiarava alla trasmissione "24 Mattino" su Radio 24 che
«Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perchè pesava 42 chili. La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente… E poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato… Certo, bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così.»

Passano gli anni, questa volta, mentre è in corsa per farsi rieleggere in Parlamento, Giovanardi rilascia questa dichiarazione ripresa dall'Huffington Post: «E' evidente che Ilaria Cucchi sta sfruttando la tragedia del fratello. Tutte le perizie arrivano alla conclusione che non c'è nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori. Tre poveri agenti di custodia sono massacrati da quattro anni perché dappertutto è stato detto che lui è stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè che è morto perché era debole, aveva una serie di patologie.»

Nel 2014, non soddisfatto di quanto detto fino ad allora, l'allora senatore Giovanardi, in una videointervista al Secolo d'Italia afferma: «Cucchi era un tossicodipendente, aveva fatto uso di eroina, cocaina e varie altre droghe. Era uno spacciatore. Quando è stato ricoverato era chiaro che fosse una persona fragile e incapace di gestirsi. I medici avrebbero dovuto obbligarlo a mangiare e bere. Tutti i periti del processo hanno affermato questo: lo hanno lasciato morire di fame e di sete. La famiglia chiede giustizia? Bene, ma questo non significa che la sorella e l'avvocato possano fare il pubblico ministero e il presidente della Corte. Questo vuol dire prevaricare il giudizio di assoluzione espresso da una giuria popolare di cittadini. Possibile che questi cittadini, estratti a sorte, fossero tutti imbroglioni e in malafede? Ma andiamo su...»


Ma anche il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, non si è trattenuto dall'esprimere un suo giudizio sulla vicenda Cucchi e sulla sua famiglia: «Rispetto i giudizi che ci sono stati e attendo i giudizi che ci saranno. La giustizia va rispettata. Ci sono elementi ulteriori? Verranno verificati. Penso però che se Cucchi, prima di morire, avesse avuto una mano tesa per andare in comunità, e lo dico perché io mi occupo molto di tossicodipendenti, forse oggi sarebbe vivo. Quindi, Stefano Cucchi avrebbe dovuto avere tanta solidarietà, anche nel suo circolo più ristretto, e probabilmente non l’ha avuto. E ha trovato solo la violenza. Era arrivato a una condizione difficile, è andato incontro a un destino assurdo e drammatico perché era vittima della droga. Bisognava un attimo prima portarlo su una strada diversa.»


Poteva mancare poi il commento di Matteo Salvini che si interessa del caso Cucchi nel gennaio del 2016, solo per criticare la scelta di Ilaria Cucchi (sorella di Stefano) di pubblicare su Facebook la foto del carabiniere presunto assassino del fratello: «In Italia c'è un'aula intitolata a Carlo Giuliani, uno che è morto mentre attaccava con un estintore una camionetta delle forze dell'ordine. Ci sarà un 1% di quelli che portano la divisa che sbagliano e devono pagare. Anzi devono pagare doppio. Ma io sto sempre con polizia e carabinieri. La sorella di Cucchi si dovrebbe vergognare per quanto mi riguarda. I carabinieri non possono andare al mare? Se ci sarà una sentenza, chi ha sbagliato paga. Il carabiniere fa bene a querelare la signora.Cosa pensava di ottenere la signora Cucchi con quel post? Che i suoi commentatori facessero i complimenti alle forze dell’ordine? Queste non sono puttanate. Sapete quanti sui social network mi minacciano di morte? Io me ne frego e mi faccio una risata e vado oltre. Però, visto che di menti labili in Italia purtroppo ce ne sono tante, additare un uomo delle forze dell’ordine al pubblico massacro mi sembra demenziale.»


Poi ci sarebbe da citare anche il neo parlamentare leghista Gianni Tonelli, sindacalista del Sap, distintosi in passato per aver difeso e applaudito (nonostante la condanna) i poliziotti responsabili della morte di Federico Aldovrandi, che insieme ai suoi colleghi sindacalisti Maccari e Capece (anche loro del Sap) è accusato dalla famiglia Cucchi di offese reiterate nei loro confronti e nei confronti di Stefano.


Ieri, durante il processo che vede alla sbarra dei carabinieri come imputati per aver picchiato Stefano Cucchi dopo averlo arrestato, mentre era in loro custodia, è stata resa nota la testimonianza, rialsciata in fase di indagini, da uno di loro, Francesco Tedesco, secondo il quale due suoi colleghi hanno pestato ripetutamente il ragazzo, fino ad arrivare anche a dargli un calcio in faccia. Dopo 9 anni, finalmente, sappiamo ufficialmente quello che era evidente fin da subito: Stefano Cucchi è stato picchiato, dopo essere stato arrestato, da chi lo aveva in custodia e avrebbe dovuto, in teoria, assicurare l'ordine e la legalità. Non solo. il carabiniere Tedesco ha dichiarato anche che, oltre ad aver cercato di fermare i suoi due colleghi, all'epoca aveva denunciato il fatto, ma la sua denuncia non aveva trovato seguito all'interno dell'Arma.


Questo lo sfogo di Ilaria Cucchi dopo aver appreso la testimonianza...


Purtroppo ormai in Italia,  sempre più spesso, esponenti politici che dovrebbero preoccuparsi della tutela dei cittadini, invece di adempiere al loro ruolo, soprattutto quando vicende come quella di Cucchi riguardano la cronaca e non la politica, strumentalizzano la tragedia di una famiglia a fini propagandistici, nell'intento di ingraziarsi il loro elettorato di riferimento.

Certa gente avrebbe dovuto limitarsi a dire, parlando del caso Cucchi, vediamo, aspettiamo, indaghiamo, cerchiamo la verità, vogliamo chiarezza... si è invece preferito giudicare e condannare, motu proprio, sulla base della propria convenienza politica... per un voto in più.

E costoro dovrebbero continuare ad essere rappresentanti del popolo e delle istituzioni?

Categoria Cronaca
Attendere...