"Storie", la rubrica firmata da Andrea Mercatante dove, attraverso vere e proprie testimonianze, racconta la vita vissuta, la più difficile, quella che a volte, non viene raccontata. 


Capitolo 2 - Voi non potete capire...

La vita, dono che ci è stato fatto per godere di tutto ciò che ci circonda. Ma quando la vita, al posto di donarci, pretende e prende da noi tutto ciò che di bello abbiamo, cosa fare, come reagire, ma soprattutto, cosa accade, a noi stessi. Oggi a Storie, la vicenda di Rosalba, ragazza di 31 anni, che all'inizio della sua lotta, aveva solo 14 anni. Una tenera età, forse troppo, per conoscere e lottare, contro l'incubo che sta colpendo molti giovani nel mondo, la depressione. 

Rosalba, 14 anni appena compiuti, frequentava la scuola come molti giovani suoi coetanei. Una vita normale, la scuola, le uscite con le amiche, una famiglia felice, il sorriso, era l'arma più bella che avesse a sua disposizione, e perciò niente e nessuno, poteva immaginare che da li a poco,  una nube nera, sarebbe stato in grado, di distruggere tutto questo. 

A fine anno scolastico, Rosalba parte con la famiglia per una vacanza in Liguria. Arrivati a destinazione, Rosalba, si comincia a rifugiare in se stessa. Perde interesse nell'uscire, perde interesse per le attività in famiglia e per le compagnie di amici. Tutto, sembra d'improvviso, essere diventato nero, intorno a lei. 

La famiglia, vedendo i cambiamenti della figlia, cerca in tutti i modi di spronare la ragazza, ma senza riuscirci. Una sera la madre, arriva alla soglia della porta della camera di Rosalba, si sofferma, e li, nota dei comportamenti strani. La figlia, rannicchiata in se stessa, guarda avanti a se ripetendo: «Perché... perché». La madre, non capisce, ed entra dentro la stanza a chiedere  spiegazioni su cosa stesse facendo la figlia ma lei, in un raptus d'ira, getta fuori dalla stanza la madre, chiudendosi la porta alle spalle. 

I genitori di Rosalba sono a pezzi. Non sanno più quale sia la soluzione migliore per risolvere questo problema e soprattutto, capire questo problema, cosa sia. 

Disperati e senza speranze chiamano Guido, amico di famiglia e psicologo che, ai tempi della nascita di Rosalba, è stato accanto alla famiglia e soprattutto alla madre per una depressione Post-Partum. 

Guido, interroga su i fatti la famiglia che, disperati, raccontano tutto all'amico psicologo. Facendosi in testa un quadro ben preciso della situazione, Guido chiede di parlare con Rosalba. I genitori, tesi dalla situazione, accompagnano l'amico nella camera della figlia. 

Entrando, lo scenario davanti ai loro occhi e impressionante. La ragazza con un cappio al collo, ha cercato di togliersi la vita.  Tutti allarmati, si apprestano ad aiutare la ragazza che, nonostante il gesto folle, è ancora viva. Dopo una corsa in ospedale, i medici del pronto soccorso dichiarano lo stato di fuori pericolo della ragazza, rasserenando e calmando l'agitazione dei familiari. 

Esattamente 2 settimane dopo, la ragazza esce serena dall'ospedale. Guido, che ha chiaramente diagnosticato una Depressione Cronica nella ragazza, comincia insieme a lei un percorso di riabilitazione. 

Dopo esattamente 3 anni dall'accaduto, il ciclo di sedute, eseguito insieme all'amico Guido, da i suoi frutti, e la ragazza, riesce a riprendersi in mano, la sua vita.

A distanza di 17 anni dall'accaduto, Rosalba riesce a raccontare questa storia con un nodo alla gola, che gli permette di trasmettere anche a noi, la stessa paura da lei vissuta. Chiedendogli cosa vorrebbe dire ai molti giovani che vivono la stessa situazione, ai nostri cronisti a risposto:

«Oggi sto bene, e niente mi manca dalla vita. La depressione è un mostro invisibile che, senza che tu te ne accorga, si prende tutto ciò che ti appartiene, lasciandoti li, senza speranze. Lottate con tutte le vostre forze e soprattutto, parlate con i vostri genitori o con chiunque possa aiutarvi ma PARLATE, perché solo parlando, si può ottenere aiuto, ed uscirne».  

Le parole di Rosalba sono forti e noi, siamo lieti di aver portato avanti la sua storia. Siate felici della vostra vita, perché ricordate, è vostra. 

Grazie di essere stati con noi, ci vediamo al prossimo capitolo di "Storie".