I 60 migranti a bordo della nave Open Arms sbarcheranno a Barcellona

I 60 migranti a bordo della nave Open Arms sbarcheranno a Barcellona

Ada Colau aveva annunciato, via social, di non voler essere complice delle politiche della morte di Matteo Salvini e, pertanto, aveva dichiarato di esser pronta ad accogliere i 60 migranti recuperati dalla nave della Ong catalana Open Arms, salvati in mare a 33 miglia nautiche dalle coste della Libia.


Il governo del premier spagnolo Pedro Sanchez ha dato il via libera all'ingresso della nave verso le acque spagnole ed il Soccorso Marittimo di quel Paese ha autorizzato la nave della Open Arms a far rotta verso la Spagna, distante circa 700 miglia nautiche (circa 1.300 chilometri), già dalla notte scorsa. L'attracco a Barcellona è previsto entro la mattina di mercoledì.


Si è conclusa prima di iniziare la possibile nuova odissea di una nave di una Ong, dopo che quest'ultime - nel nostro Paese - sono diventate il nuovo nemico da combattere perché, secondo l'ultima interpretazione dei fatti che sta "disegnando" il governo italiano, ostacolerebbero il lavoro di salvataggio della guardia costiera libica, impedendo a quest'ultima di salvare i migranti in difficoltà.

In realtà, il governo Salvini - Di Maio vuole evitare in tutti i modi la possibilità che dei naufraghi possano essere tratti in salvo da navi che potrebbero anche sbarcare in Italia. Meglio, quindi, che dei migranti se ne facciano carico i libici... nel caso questo avvenga. Ma, al governo del cambiamento che muoiano in mare delle persone non importa molto, dato che in Italia non avrebbero avuto diritto di voto.

Una politica che nasce, va riconosciuto, dall'ipocrisia degli altri Paesi europei nel non farsi carico di un problema che in teoria non sembrava riguardarli... un atteggiamento pienamente in linea in relazione a come viene intesa l'Europa, dove l'Unione è vista solo in base alla convenienza che ogni singolo Stato membro vuole ottenere in rapporto a suoi specifici problemi.

La Lega ha messo l'accento su questo problema facendolo diventare la base della propria propaganda e trasformandolo come bandiera dell'orgoglio italico. I migranti usati come arma per contare di più in Europa. Un'arma che usa la vita delle persone.

Ci vuole stomaco per sdoganare politiche simili e ci vuole stomaco per poterle applaudire. Ed è proprio lo stomaco, non pieno, degli italiani, che permette di giudicare sensata l'insensatezza logica dei politici alla Salvini. Quando le persone non vivono bene è palese che un modo di dire come mors tua vita mea diventi eticamente sotenibile e moralmente accettabile.

E non si bada più neppure alla razionalità... quindi nessuno chiede all'entusiasta Salvini del perché da una parte applauda ai Paesi di Visegrad, che di accogliere un po' di migranti non vogliono sentir parlare, mentre dall'altra dice che tutti i Paesi dell'Unione (pure quelli di Visegrad) dei migranti devono farsi carico.
Un mistero che neppure gli scatenati suoi sostenitori hanno avuto la curiosità di soddisfare.

Eppure, come minacciato anche dall'altro vate del cambiamento, Luigi Di Maio, sarebbe stato sufficiente convincere l'Europa delle sue responsabilità utilizzando un'arma di ricatto molto più semplice ed immediata: il denaro.

L'Italia avrebbe potuto dire, con semplicità, che d'ora in avanti tutte le spese relative all'accoglienza dei migranti, nel caso in cui le quote di ripartizione - eventualmente anche quelle relative alla prima accoglienza - non fossero state rispettate, sarebbero state detratte dal fondo che l'Italia annualmente dà all'Europa.

In 20 miliardi di euro c'è del margine per mettere l'Unione di fronte alle proprie responsabilità. Ma questo non sarebbe servito a promuovere il consenso... non sarebbe stato visibile per la gente che vuole vedere qualcosa di concreto per sfamare la propria insoddisfazione, che ha bisogno di un nemico su cui sfogare la propria rabbia.

E adesso gli italiani, in maggioranza, ritengono che questo schifo sia accettabile, normale... addirittura dovuto!

Categoria Esteri
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