La contessa di Castiglione una spia tutta italiana

La contessa di Castiglione una spia tutta italiana

Bella, intrigante, giovane ed enormemente ambiziosa e sicuramente uno dei personaggi più amati e odiati dell'800.  Amata dagli uomini e odiata dalle donne, la stessa contessa disse:  «Io sono io, e me ne vanto; non voglio niente dalle altre e per le altre. Io valgo molto più di loro. Riconosco che posso non sembrare buona, dato il mio carattere fiero, franco e libero, che mi fa essere talvolta cruda e dura. Così qualcuno mi detesta; ma ciò non mi importa non ci tengo a piacere a tutti».

Il padre di Virginia, il marchese Filippo Oldini era di la Spezia, fu il primo deputato della Spezia, nel 1848, al parlamento del Regno di Sardegna e in seguito ambasciatore d'Italia a Lisbona, sua madre, la marchesa Lamporecchi, era nata  invece a Firenze. Sia il padre che la madre poco si occuparono di lei, fu per questo cresciuta dal nonno.

Fin da giovanissima irrequieta e ben consapevole della sua bellezza ebbe molte storie galanti, a 17 anni sposo Francesco Verasis Asinari conte di Castiglione, dal quale ebbe un figlio, Giorgio Verasi Asinari erede del titolo che mori molto giovane.

Il matrimonio la introdusse alla corte dei Savoia , dove ebbe gran successo con il re ma anche con i fratelli Doria il banchiere rothscilld e Costantino Nigra, ambasciatore del Regno di Sardegna in Francia. Fu proprio alla corte dei Savoia che  incominciò a crearsi il mito della Contessa di Castiglione, suo cugino Camillo Benso Conte di Cavour si era accordo delle doti setuttive della cugina e cosi la inviò in missione a Parigi. Quando il marito si rese conto degli obiettivi della moglie, tornò con il figlio a Torino.

Virginia Oldini Verasis doveva fare innamorare di se Napoleone III e convincerlo a sostenere il Piemonte nella sua causa contro l'Austria. La Contessa non era una sprovveduta conosceva quattro lingue e imparò anche un alfabeto cifrato per i suoi contatti con il governo Piemontese Costantino Nigra ne aveva fatto una spia e Cavour ne teneva le corde, la contessa teneva un dettagliato diario anche dei suoi incontri amorosi e delle sue amicizie, era solita dare dei voti  hai suoi numerosi amanti.

La grande presenza mondana e seduttiva della contessa diede i risultati attesi, la contessa fu per un anno l'amante pressoché ufficiale dell'imperatore, suscitando invidie, scandalo e la furia della cattolicissima imperatrice Eugenia, si dice che l'imperatrice organizzò un finto attentato al marito per fare ricadere la colpa sulla contessa. 

Dai suoi contemporanei non era certamente considerata una persona simpatica, ma di questo poco le importava. Era invece ritenuta la più bella donna d'Europa, cortigiana, narcisista e musa di se stessa, la contessa fu sicuramente un esempio di vanità assoluta.

Nonostante i tradimenti e il disprezzo che  non nascondeva per il marito, Francesco Verasis Asinari rimase innamorato della moglie per tutta la vita, era rimasto legato al suo fascino e questo fu la sua rovina. Portato alla bancarotta dalle spese folli della moglie, mori in miseria  e pochi anni dopo mori il figlio di malattia.

La contessa dopo la morte del marito continuò la missione della sua vita affascinare gli uomini, malgrado le ricchezze accumulate tra i sussidi ricevuti dal re e l'enorme ricchezze accumulate grazie al banchiere Rothschild, i suoi ultimi anni li passo in un piccolo appartamento Parigino dimenticata da tutti e sola.

Una delle donne più belle d'Europa o forse la più bella, moriva da sola, a  molti aveva usato e da molti era stata usata. La sua missione più importante quella che il cugino Cavour gli aveva affidato era stata portata a compimento e fu sicuramente uno dei suoi più grandi successi. Gli storici non confermeranno mai che fu lei a convincere Napoleone a sostenere il Piemonte nella guerra di Crimea che permise a Vittorio Emanuele II di avere un posto al tavolo europeo e  cosi grazie a Cavour il sostegno contro l'Austria, non gli verrà mai riconosciuto il suo impegno a favore  dell'unita d'Italia, nessuno confermerà mai tutto questo , non ci sono documenti che lo dimostrano, il giorno della sua morte la polizia e i servizi segreti fecero sparire i suoi diari e le lettere compromettenti. La storia forse non lo farà non riconoscerà nulla a Virgina Oldoini Verasis, ma l'eco delle sue gesta continuerà a riecheggiare fino a quando si parlerà di Napoleone III  e di tutti quelli che hanno partecipato agli eventi che hanno portato all'unità italiana.

In anni in cui la fotografia era solo agli albori la contessa collezionò una serie di ritratti che farebbe impallidire anche la più accanita appassionata di selfie del giorno d’oggi.  Un noto fotografo Francese gli scatto in vari anni 400 foto, che doveva immortalare la sua bellezza ed eleganza  innata e la capacità di affascinare uomini e donne, che se non la odiavano l'ammiravano e invidiavano per la sua bellezza e per la capacità di fare girare ogni uomo che si trovava in una stanza quando lei entrava.

Gli anni passarono anche per lei e i tempi in cui ogni uomo cadeva hai suoi pieni, finirono.  Fu incapace di accettare che la sua giovinezza e il suo fascino andavano sparendo si dice che gli specchi della sua casa fossero tutti coperti da velluti neri, i suoi ultimi anni li passò nel ricordo di un unica notte, quella passata con il suo amante più illustre la notte in cui, lui gli garanti l'appoggio francese a un attacco austriaco, garanzia che Cavour riusci a usare molto bene, spingendo l'Austria ad attaccare il Piemonte. La vestaglia che la contessa Virginia indossava la notte che Napoleone cadde hai suoi piedi la conservò come una reliquia e nel suo testamento chiese di essere vestita cosi alla sua morte, ma nulla fu fatto, venne sepolta in un cimitero di Parigi e le sue volontà ignorate, venne  dimenticata  e con la sua morte fu cancellato il ricordo di una donna che di felicità ne ebbe poca e che molta ne tolse ad altri, era forse vittima di se stessa e della sua bellezza. Forse era meglio essere meno amata e probabilmente più rispettata.

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