L'Aivs (Associazione italiana vittime delle sette) ha ufficialmente inserito i testimoni di Geova nell'elenco delle sette religiose presenti in Italia, basandosi sulle analisi degli esperti e sulle testimonianze dei fuoriusciti. L'Aivs li ha definiti setta non solo per il carattere di separazione dal mondo estero, ma perché se entri finisci in un universo chiuso che esercita un forte controllo sull'individuo; se esci vai incontro all'ostracismo da parte dei membri della comunità, familiari e parenti compresi.

Uno dei lati oscuri dei testimoni di Geova è quello legato all'ossessione per il Diavolo. Loro vedono il zampino del Demonio in ogni persecuzione politica, giudiziaria o mediatica che subiscono, ma ciò non ha impedito loro di inserire nelle loro pubblicazioni delle immagini subliminali di natura satanica, come hanno scoperto molti testimoni di Geova espulsi perché ponevano troppe domande al riguardo. Delle origini massoniche dei testimoni di Geova ne abbiamo già parlato. A questo però va aggiunto che il nome "Geova", che i Testimoni usano come marchio di fabbrica, secondo gli studiosi sarebbe un nome usato anche dalla massoneria, più precisamente dai Rosacroce.

Il dottor Claudio Forte ha stilato un elenco in sette punti sulla struttura teologica e sociale di questa organizzazione, dopo averne frequentato i membri per diverso tempo: 

1. Le guide spirituali tendono ad assumere il controllo totale degli altri membri; vengono usate tecniche di pressione psicologica.

2. E' imposto loro uno stile di vita molto rigido che tocca ogni ambito della vita pubblica e privata.

3. Distorcono il significato di certi termini per adattarli al loro culto, critica mossa dai teologi anche riguardo alla loro traduzione della Bibbia.

4. Tutte le altre religioni vengono condannate senza appello.

 5. Ogni genere di critica è vista come un atto persecutorio.

 6. Si tende a prendere di mira nel reclutamento i soggetti più deboli e quelli che stanno attraversando situazioni emotive particolari perché sono più facilmente manipolabili.

 7. Non esiste un modo pacato per uscire dalla setta, subendo l’isolamento totale da parte degli altri membri, senza eccezioni per i rapporti familiari.

La parte che ha reso questo movimento inviso a molte persone è il divieto di ricevere trasfusioni di sangue, cosa che ha trasformato dei ricoveri d’urgenza in fatti di cronaca, con testimoni di Geova morti, giudici interpellati e medici condannati per aver sottoposto un testimone di Geova a una emotrasfusione forzata. Questa pratica, che loro giustificano con la Bibbia, mette in pericolo non solo la vita dei loro membri, ma crea parecchi grattacapi pure a medici e infermieri, che devono andare contro la loro coscienza e contro il loro dovere professionale, vedendo i membri di questa fede morirgli sotto gli occhi senza poter intervenire, se non ricorrendo a terapie alternative. Esistono però delle scorciatoie al riguardo. Come risulta da diverse testimonianze di medici e infermieri, alcuni testimoni di Geova hanno accettato trasfusioni senza informare di questo la loro comunità, sfuggendo così al rischio di punizioni ed espulsioni, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe.

Ai problemi legati al rifiuto del sangue, c'è anche quello legato ai disturbi mentali. Diversi studi hanno notato come negli ospedali psichiatrici e nelle cliniche di salute mentale i testimoni di Geova contino un numero di ricoverati per problemi mentali da 10 a 16 volte superiore alla popolazione generale. Tutti quelli che si sono occupati di analizzare questo culto hanno notato anche un tasso significativo di suicidio tra i testimoni di Geova. Casi legati a problemi di convivenza all’interno della setta. Un dramma accentuato ancora di più dall'avversione che i capi di questa religione hanno verso psichiatri e psicologici dato che questi, secondo loro, si sostituirebbero ai pastori del gruppo. E ciò rende difficile dare un aiuto concreto a chi soffre di problemi mentali.

L’avvocato e professore di diritto pubblico Emanuele Nacci, ex testimone di Geova e presidente del gruppo Shalom, attivo nell’aiutare i fuoriusciti dalle sette, li ha definiti senza mezzi termini “una vera setta che plagia le coscienze di molte persone e ne condiziona la vita, fino al punto di sfasciare famiglie e creare dipendenza psicologica". 

Tra i vari aspetti settari indicati da Nacci, il più significativo è quello che riguarda l'indottrinamento. I capi del gruppo propinano delle dottrine religiose che portano un testimone di Geova ad abbandonare mentalmente il mondo esterno mediante una campagna di demonizzazione del mondo e una propaganda che dipinge Dio come un essere crudele, punitivo, che abbatte tutti coloro che non fanno parte del movimento. L’immagine che ci restituiscono le analisi degli studiosi e le testimonianze dei fuoriusciti è quella di una religione che impedisce ai fedeli di avere una vita sociale normale e che annulla la loro personalità e la loro spontaneità di comportamento.