Di Maio e gli annunci a 5 Stelle per le Europee e non solo...

Di Maio e gli annunci a 5 Stelle per le Europee e non solo...

Oggi il sempre sorridente vicepremier di Maio ha presentato a Roma il programma del Movimento 5 Stelle per le elezioni europee, intitolato Continuare X Cambiare.

Questi i punti del programma grillino:

1) Salario Minimo Europeo per tutti i lavoratori.

2) Investimenti per la crescita e la piena occupazione: stop all'Austerity!

3) Misure di sostegno economico alle Famiglie e al Ceto Medio.

4) Incentivi alle imprese per inquinare meno.

5) Redistribuzione e rimpatri.

6) Lotta alla grande evasione in Europa: meno tasse agli italiani.

7) Facciamo rientrare in Italia i nostri giovani fuggiti all'estero.

8) Tutela del Made in Italy, divieto di OGM e di pesticidi nocivi per salute e ambiente.

9) Taglio stipendi e privilegi dei commissari e dei parlamentari europei.

10) Investimenti per l'istruzione, la sanità, le infrastrutture e la sicurezza del territorio fuori dai vincoli di bilancio dell'Unione Europea.


In pratica, un programma che potrebbe essere presentato e condiviso da qualunque forza politica, specialmente se i punti non vengono ben illustrati e spiegati nel dettaglio. In compenso, però, Di Maio ha utilizzato l'appuntamento per ricordare quanto il Movimento sia distante e diverso dagli altri partiti, alleati compresi, utilizzando i seguenti argomenti.

Province. "Sono uno spreco: inutile ammalarsi di amarcord per farle ritornare. Chi le vuole [la Lega, ndr] si trovi un altro alleato. Le Province vanno eliminate tagliando le poltrone. La soluzione non è certo quella contraria, non è aumentando le poltrone con altri 2500 nuovi incarichi politici che si risolvono i problemi degli italiani".

Caso Siri. "Sulla questione morale il movimento non arretra: comunque si chiami il sottosegretario, da noi le regole si rispettano... che tu sia del Movimento o del partito alleato [che è sempre la Lega, ndr]. Questo deve essere chiaro".

Salario minimo: "Lega e Pd non lo vogliono" ha detto Di Maio, aggiungendo però che entrambi quei partiti lo avevano inserito tra i temi della loro campagna elettorale. Naturalmente quei partiti, alleato compreso, sono contro il popolo e il cambiamento.

Ma anche nel caso del salario minimo, il sempre sorridente Di Maio si è ben guardato dall'entrare nel dettaglio dell'argomento spiegando come farlo coincidere con i contratti nazionali siglati dai sindacati, in modo da non correre il rischio che, invece di uno strumento per favorire il reddito, non finisca per essere una specie di cavallo di Troia per diminuirlo. Ma è difficile che Di Maio possa comprenderlo... non si può infatti pretendere che riesca contemporaneamente a sorridere e ad esprimere un pensiero di senso compiuto.

Categoria Politica
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