Si è svolto a Palermo nel pomeriggio del 12 gennaio, un evento on line, dedicato al contrasto della possibile installazione in Sicilia, di depositi di scorie radioattive. L’evento è stato organizzato da Collettivo Ecologia Politica di Palermo. Lo svolgimento dell’evento, era stato inizialmente programmato presso il Centro Sociale ExCarcere, ma a causa delle restrizioni riguardo gli spostamenti all'interno della regione Sicilia in zona arancione, la scorsa settimana, e viste le numerose richieste di partecipazione da parte di delegazioni da diversi comuni, è stato effettuato online sulla piattaforma Zoom, ed affiancato da una diretta su Facebook.

Lo scorso 5 gennaio la SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari), società responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani, con il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha pubblicato la Cnapi (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico), una mappa al cui interno sono contenute 67 aree sparse in tutta Italia in cui si ritiene possibile istituire un deposito per i rifiuti nucleari. Tra queste, anche alcune zone della Sicilia (Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula e Petralia Sottana, Butera).

Una decisione che ha causato l’immediata reazione da parte di cittadini, associazioni e forze politiche. Mentre la Regione Siciliana sta attualmente lavorando su un documento da presentare al Governo per opporsi alla creazione di un deposito di rifiuti nucleari sul territorio, nel frattempo ci si sta muovendo anche “dal basso”.

“L’analisi condivisa – spiegano gli organizzatori dell’evento – , è che la costruzione del deposito di scorie non rientra minimamente nella vocazione e nelle caratteristiche della Sicilia; che, più in generale, l’idea di selezionare un unico territorio in cui raccogliere tutti i rifiuti speciali d’Italia sia da contestare con ogni mezzo. In molti, soprattutto i membri dei comitati e alcuni tecnici, hanno elencato le ragioni specifiche del No al deposito a Butera, Trapani, Calatafimi-Segesta e nelle Madonie. Fra le tante: l’elevata sismicità dell’isola, la vocazione agricola e turistica dei territori, la vicinanza a Parchi naturalistici o ad aree archeologiche”.

All’incontro on line, moderato da Ludovica Di Prima, del Collettivo Ecologia Politica di Palermo, si sono alternati diversi interventi; ad iniziare Tiziana Albanese del comitato “Mai depositi radioattivi Madonie”: “La notizia dell’individuazione di quattro aree in Sicilia idonee alla costruzione del deposito – ha dichiarato – ci pone davanti alla necessità di mobilitarci. L’incontro è stato un primo momento in cui programmare le prossime mosse. Si è costituito un coordinamento regionale permanente che lavorerà alla costruzione di una manifestazione giorno 6 marzo, data di scadenza delle consultazioni e delle controdeduzioni presentate dalle istituzioni locali e regionali a Palermo, davanti l’Ars”.

A seguire, Marco Castrogiovanni del comitato “Mai depositi radioattivi-Butera”: «Il nostro è un No unanime al deposito nazionale di rifiuti nucleari. Peraltro proprio la zona di Butera e il litorale tra Licata e Gela è già sotto attacco per effetto dei progetti di trivellazione e Gela, in particolare, vive da decenni una situazione di rilevante criticità ambientale per via della presenza del polo petrolchimico. Qui, come a Scicli, Milazzo e nel quadrilatero della morte Augusta-Priolo-Melilli-Siracusa, servirebbero opere di bonifica, non di certo un nuovo ecomostro”.

Massimo Fundarò di “Mai depositi radioattivi in provincia di Trapani”, ha concluso dichiarando: “Lavoreremo affiancati da tecnici ed esperti per presentare le ragioni del No al deposito a Trapani e a Calatafimi-Segesta. Contemporaneamente ci impegneremo a rafforzare il coordinamento regionale che si è creato. Siamo un fronte unico contro il deposito, per la difesa del nostro territorio e della salute di chi lo abita”.

All’incontro, organizzato dal Collettivo di Ecologia Politica di Palermo, sono intervenuti i comitati popolari “Mai rifiuti radioattivi” delle Madonie, di Trapani e di Butera, zone interessate dalla possibile costruzione del deposito di scorie, il Presidente dell’Unione dei Comuni madoniti, i Sindaci di Bompietro, Alcamo, Caltanissetta, Resuttano, e Marianopoli, il Presidente dell’Ente Parco delle Madonie, diversi attivisti di comitati siciliani per la difesa del territorio, singoli cittadini e associazioni come WWF Sicilia Nord occidentale, A Sud Sicilia, Extinction Rebellion Palermo – Sicilia, Plasticfree (Palermo), Si Resti Arrinesci, Palma Nana, Ecomuseo Mare Memoria Viva, Comitato salviamo l’Oreto, Comitato Cittadino Vulcania Ambiente, Aps Amuní Calatafimi, Antudo.

Il prossimo incontro, nel quale si discuterà delle ragioni del No ai depositi di rifiuti radioattivi, è previsto per giovedì, 21 gennaio alle 17.00, con una diretta Facebook, organizzata da Antudo, noitiziario sul web. L’evento moderato da Gianmarco Codraro, della redazione di www.antudo.info, vedrà la partecipazione dell’On. Angela Foti, vicepresidentessa dell’ARS, e del Prof. Aurelio Angelini, commissario speciale per il supporto tecnico al territorio, che coordina il gruppo di lavoro, con tecnici della Regione, delle Università Siciliane e i Sindaci.

L’appuntamento più importante, organizzato da varie associazioni siciliane e comitati di protesta dei comuni interessati, è in programma per il 6 marzo, giornata in cui è previsto un Flash Mob alle 17.00, a Palermo in Piazza del Parlamento, davanti la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, per ribadire con determinazione le ragioni di opporsi ai depositi nucleari in Sicilia.

Nicola Scardina