Salvini: "L'Italia donerà altre 12 motovedette alla Libia per continuare a proteggere vite nel Mediterraneo"

Salvini: L'Italia donerà altre 12 motovedette alla Libia per continuare a proteggere vite nel Mediterraneo

In un "Question Time" che si è svolto nel pomeriggio di mercoledì alla Camera, il ministro dell'interno Matteo Salvini ha fatto sapere che nel prossimo CdM, l'Italia "donerà" altre 12 motovedette alla Libia con conseguente formazione degli equipaggi per continuare a proteggere vite nel Mediterraneo.

Ma solo «se il tempo lo consentirà.» Così ha detto, Salvini. Una frase curiosa, visto che una motovedetta che abbia le dimensioni minime per accogliere naufraghi a bordo non può costare certo pochi euro, senza dimenticare che vanno aggiunti i costi di formazione e senza dimenticare che alla Libia, solo pochi mesi fa, il precedente governo avrebbe pagato la "riparazione" di alcune motovedette utilizzando fondi destinati alla cooperazione internazionale... Adesso l'Italia ne ha invece di avanzo per acquistare ben 12 motovedette... da dare in regalo.

L'interrogazione cui Salvini ha risposto in merito alla sua missione in Libia è stata fatta dal deputato Riccardo Magi che ha chiesto conto al ministro di informare l'Aula del centro di accoglienza e protezione in costruzione da parte dell'UNHCR, che lui ha detto di aver visitato, che è però l'unico in Libia autorizzato, dopo oltre un anno di lavoro diplomatico delle Nazioni Unite.

«In base a quanto visto da lei, Ministro, ha sostenuto che chi parla di torture in Libia e di violazione dei diritti umani dice cose non vere - ha proseguito Magi. - Testualmente, ha parlato di menzogne e di retorica sulle torture e la violazione dei diritti umani.

Le chiedo, quindi, quali e quanti siano i centri ufficiali a cui lei ha fatto riferimento parlando di menzogne sulla tortura, quelli gestiti dalle autorità libiche, se sa quante persone vi siano recluse, quante donne, uomini e minori, e in quanti di questi sono autorizzati ad entrare gli operatori delle organizzazioni internazionali.»

Questa è stata la comica risposta di Salvini.

«Lunedì scorso, in occasione della mia missione in Libia, ho visitato un centro di assistenza e protezione dei migranti la cui creazione è stata resa possibile grazie alla decisiva attività svolta dal Governo italiano, e di questo siamo orgogliosi.

Il centro di assistenza, che è in via di ultimazione e sulla cui realizzazione ha avuto un ruolo importante l'Alto commissariato per i rifugiati dell'ONU, è destinato a ospitare, già dal prossimo mese di luglio, 160 persone, per arrivare, entro fine anno, a una capienza di mille persone.

La struttura accoglierà migranti in condizioni di vulnerabilità ed è dotata, come ho visto personalmente, di centri sportivi, cliniche e centri di assistenza psicologica. Secondo dati resi disponibili dal Ministero degli affari esteri, sono attualmente presenti in Libia diciannove centri ufficiali per migranti gestiti dal Dipartimento per il controllo dell'immigrazione illegale.»

Ma Salvini non ha visitato nessuno dei diciannove centri ufficiali per migranti gestiti dal Dipartimento per il controllo dell'immigrazione illegale. Inoltre, lo stesso ministro ha aggiunto che non è invece ovviamente noto il numero dei centri non ufficiali, «spesso e volentieri», ma non solo, gestiti dagli stessi trafficanti di esseri umani, quindi al di fuori di ogni legge.

Quindi, Salvini ha accuratamente evitato di far riferimento alle condizioni dei migranti in Libia, cercando di far credere che i libici in mare e terra operino nel rispetto dei diritti umani.

Ma non soddisfatto di sé, Salvini ha pure aggiunto di essere andato in Libia per parlare della fattibilità «dell'apertura di centri di protezione e identificazione ai confini esterni della Libia, che com'è noto costituiscono la principale porta di ingresso dei migranti destinati al traffico dei barconi nel Mediterraneo.»

E dopo aver detto una stupidaggine simile, invece di essere stato preso a pernacchie e fatto oggetto del lancio di uova e verdure, Salvini è stato applaudito dai deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e MoVimento 5 Stelle!

Il ministro dell'Interno e vicepremier non esclusivo del governo del cambiamento non ha però spiegato perché diavolo il governo libico debba avere voce in capitolo nell'apertura di "centri di protezione e identificazione" nei Paesi che si trovano a Sud dei suoi confini.

Vale comunque riportare la replica del deputato Riccardo Magi alle parole di Matteo Salvini.

«... Vede, Ministro, lei da abile comunicatore sa bene che quando una cosa può essere scomoda, anziché nasconderla conviene urlarla per provare a ribaltare. Ora, dire che rispetto alla Libia c'è una menzogna e una retorica della tortura contraddice centinaia e centinaia di pagine di rapporti delle organizzazioni internazionali, come l'UNHCR che non è, come lei ha detto in una conferenza stampa, un'associazione non governativa, tutt'altro.

Ci sono pagine che parlano non solo di tortura, di schiavitù: persone che vengono comprate e vendute per lavorare nei campi o lavorare nei cantieri; c'è sfruttamento della prostituzione e uno stupro di massa.

Ora, qual è il punto politico? Il punto politico è che voi avete attaccato il circolo vizioso - queste sono le vostre parole - tra ONG e trafficanti; ma il vero circolo vizioso è quello tra guardia costiera libica e trafficanti, ed è questo il punto che voi non volete vedere!

Riconoscere che in Libia non ci sono le condizioni per il diritto d'asilo così come riconosciute dal diritto internazionale, significa quindi dire che il nostro Paese, con le politiche che voi state portando avanti, è complice di respingimenti illegittimi.

Questo è il punto politico per cui voi state scrivendo una delle pagine più vergognose della nostra storia.»

Categoria Politica
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