La risposta di Padoan a Dombrovskis e Moscovici ai rilievi sulla legge di bilancio 2018

La risposta di Padoan a Dombrovskis e Moscovici ai rilievi sulla legge di bilancio 2018

Il 30 ottobre, il ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha risposto ai rilievi che anche quest'anno Dombrovskis e Moscovici, come un anno fa, gli hanno inviato per lettera in merito alla legge di bilancio per il 2018.

Che cosa ha scritto Padoan? Che l'economia in Italia quest'anno cresce più del previsto con un aumento di forza lavoro e ore lavorate (dato che non risponde certo al vero, ma tant'è!). Miglioramento dovuto anche alle favorevoli condizioni economiche in Europa, ma anche - afferma Padoan - alle politiche economiche intraprese dal Governo nel "tentativo" di ridurre il debito pubblico.

Il ministro, nella lettera, difende il punto di vista del "Governo italiano secondo cui il consolidamento di bilancio dovrebbe essere il frutto di un equilibrio tra il miglioramento della sostenibilità del debito e il supporto alla crescita economica in corso", ed inoltre si appiglia a future valutazioni relative alle prospettive di crescita del Pil nostro Paese.

In sostanza, se il Pil dell'Italia quest'anno aumenta più delle previsoni, è necessario che vengano rivisti i metodi di calcolo per una sua corretta valutazione per quanto riguarda l'Italia, aggrappandosi ai pareri - in tal senso - che secondo Padoan avrebbero espresso alcune autorità europee che si occupano di queste problematiche.

"Nel merito, Padoan spiega che la differenza dello 0,1% tra la correzione del disavanzo strutturale indicata nel DPB (0,3%) e quella contenute nella lettera della Commissione europea (0,2%) è da attribuirsi ad una diversa applicazione della metodologia nel calcolo della crescita potenziale (e quindi dell’output gap)."

Poi, anche quest'anno Padoan si appella alle spese "per la gestione della frontiera meridionale dell’UE e la relativa accoglienza dei migranti di cui l’Italia si fa carico: una spesa che pesa per lo 0,25% del PIL." Ma non ci avevano detto che Minniti aveva fermato il flusso dei migranti? Ma a dispetto di tale notizia, il ministro dell'Economia fa sapere alla Commissione Ue che a fine settembre 2017 il numero di migranti giunti in Italia è pari a 193mila.

Padoan conclude la replica facendo un elenco delle "riforme" seguite agli impegni presi dal Governo nell’attuazione delle riforme strutturali annunciate ad aprile: la legge annuale per il mercato e la competitività, l’introduzione del reddito di inclusione, le riforme nel campo della giustizia, quelle della pubblica amministrazione e della scuola. "Gli effetti cumulati delle riforme strutturali sulla crescita economica, se pienamente implementate, sono stimati intorno al 3% lungo un periodo di cinque anni. Una ulteriore spinta alla crescita verrà dagli investimenti pubblici."

Vedremo adesso che cosa risponderanno i "cari" Dombrovskis e Moscovici, se rimarranno fermi nella loro decisione, se il Governo accetterà di dar seguito alla correzione dei rilievi riscontrati oppure se farà come quest'anno rimandando ad altra data le future correzioni.

Quel che è certo è che sui 20 miliardi di manovra, la legge di bilancio per il 2018 ne utilizzerà i tre quarti per evitare che scattino le clausole di salvaguardia con l’aumento automatico delle aliquote Iva e delle accise. on la cifra che rimane, come si possa favorire in Italia politiche di investimenti e sviluppo è piuttosto "complicato" riuscire a comprenderlo.

Categoria Economia
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