La gestazione del Nazareno 2°

La gestazione del Nazareno 2°

Checché ne pensi e dica Matteo Salvini, nonostante i suoi categorici rifiuti ad un governo con il PD, prima di quanto lui lo immagini si ritroverà alleato con l’altro Matteo, il guascone di Rignano sull’Arno.

Mentre lui, infatti, da due mesi faceva credere di voler formare un governo con il M5S, gli emissari berlusconiani e renziani lavoravano sottotraccia alla gestazione del Nazareno 2°.

D’altra parte che fosse impraticabile la ipotesi di un governo centrodestra e M5S era già chiaro fin dal 5 marzo, anche ai più sprovveduti, dal momento che Di Maio continuava a ripetere a chiare lettere che mai e poi mai il M5S avrebbe accettato di partecipare ad un esecutivo del quale facessero parte anche Berlusconi e FI.

C’è da domandarsi, quindi, perché mai Salvini, per tutte queste settimane, abbia fatto perdere tempo agli italiani, e soprattutto al Capo dello Stato, insistendo nella ricerca di una impossibile intesa con Di Maio.

La spiegazione più plausibile è che a Salvini sia stato affidato il compito, da Berlusconi, di menare il can per l’aia il più a lungo possibile, con la manfrina dell’immaginario accordo, solo per dare tempo al signorotto di Arcore ed al guascone di Rignano di preparare il terreno per l’avvento del Nazareno 2°.

Preparare il terreno significava soprattutto creare le condizioni affinché, dopo aver tagliati i ponti con la Lega, a Di Maio fosse preclusa ogni possibilità di sedersi al tavolo con il PD per valutare le possibili convergenze per la formazione di un governo.

Una volta raggiunto questo obiettivo sarebbe stato facile presentarsi al Capo dello Stato con il Nazareno 2°, vestendo i panni di suoi salvatori per aiutarlo a levarsi dagli impicci  e scongiurare il rischio di un ritorno alle urne, così indigesto a Mattarella.

Un ritorno alle urne visto come il fumo negli occhi, peraltro, proprio da FI e PD che in nuove elezioni intravedono la loro estinzione definitiva.

Per accelerare la nascita del Nazareno, però, occorreva un coup de théâtre.

Di questo se ne è occupato Renzi recitando la sceneggiata in TV domenica sera, con la quale ha conseguiti due obiettivi: allontanare definitivamente il M5S da ogni possibilità di formare il governo ed assestare un colpo devastante al già agonizzante PD.

La inutile direzione del PD non potrà, quindi, che concludere definitivamente questa farsa e far ritornare la palla al Quirinale.

Può darsi che al Quirinale siano già arrivate anticipazioni sulla gestazione del Nazareno 2°, visto che è insistente la voce che vorrebbe il Capo dello Stato pronto ad avviare lunedì prossimo un nuovo giro di consultazioni.

Non  escluderei che, in queste ore, Mattarella stia lottando con l’incubo che il suo settennato possa essere ricordato, nella storia della Repubblica, come quello in cui l’incarico di formare il governo sia conferito ai due partiti (NdR: PD e FI) usciti spietatamente sconfitti dalle urne, e nel quale proprio il partito, il M5S, votato dagli elettori come partito di maggioranza relativa sia costretto invece alla opposizione.

Alla faccia della discontinuità e del cambiamento sollecitato dagli elettori!

Morale: ancora una volta gli inciuci di palazzo l’avranno vinta sulla volontà popolare, a conferma che i nostri politicanti sono solo attori di una repubblica delle banane.

Categoria Politica
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