Warruwi e le 9 lingue

Warruwi e le 9 lingue

Una ricerca ha evidenziato come sia possibile usare la propria lingua limitandosi a comprendere quella dei propri interlocutori.

Sull’isola di South Goulburn, a largo della costa settentrionale dell’Australia, vive una comunità di circa 500 persone che parlano ben 9 lingue differenti, è la comunità aborigena dei Warruwi.

Questa piccola isola è uno dei pochi posti rimasti al mondo in cui diverse lingue indigene coesistono fra loro. Gli aborigeni comunicano con il Mawng, il Burarra, lo Yolngu-Matha, lo Ndjenna e il Na-kara, il Bininj Kunwok, il Kunbarlang, l’Iwaidja, il creolo dello Stretto di Torres, e naturalmente l’Inglese, che però, contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è usato per comunicare nel caso in cui sorgano difficoltà di comprensione.

I Warruwi si capiscono tra loro perché ognuno comprende alcuni o tutti gli altri idiomi pur continuando a rispondere nel proprio. Essi pongono in essere il multilinguismo recettivo, o inclusivo, che fa riferimento al modello utilizzato in comunità di parlanti di madrelingua differente che usano ciascuno la propria lingua durante uno scambio linguistico. Il multilinguismo recettivo, noto anche come modello scandinavo, prevede che, in una conversazione, ogni interlocutore usi la propria lingua e si limiti a comprendere quella dell’altro. Questo significa che è richiesta solo la competenza passiva della lingua del parlante, l’ascoltatore deve essere solo in grado di comprendere la lingua del suo interlocutore, non di parlarla. È un modo per preservare, senza grande sforzo da parte dei parlanti, tutte le lingue, senza dare precedenza o preferenza a nessuna varietà.

Questa ricerca è stata condotta dalla linguista dell’Australian National University che all’Atlantic ha spiegato «Quando ho iniziato a lavorare al multilinguismo e a prestare attenzione a come le persone utilizzavano i diversi linguaggi, ho iniziato a sentire conversazioni in multilinguismo recettivo in tutta Warruwi, per esempio tra due uomini che lavoravano per riparare una staccionata, o tra due persone in un negozio».

I Warruwi considerano il proprio idioma una proprietà del gruppo di origine, quindi passare a una lingua diversa da quella trasmessa dal padre significa avanzare pretese verso qualcosa che non appartiene, si può parlare un idioma solo se si ha il diritto di farlo. La restrizione è posta nel parlare una lingua differente dalla propria ma non nella comprensione di lingue diverse, un modo particolare per tutelare la diversità culturale e convivere pacificamente.

 

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