I dati sull'occupazione a gennaio 2018 dimostrano che il lavoro in Italia è solo lavoro precario

I dati sull'occupazione a gennaio 2018 dimostrano che il lavoro in Italia è solo lavoro precario

Il dato congiunturale relativo all'occupazione a gennaio 2018 ci fa sapere che i lavoratori dipendenti sono in crescita del +0,3% rispetto a dicembre pari, in valore assoluto a +54mila unità, mentre gli indipendenti sono in calo del -0,5%, corrispondente a -29mila unità.

Ma nonostante la riforma del lavoro del 2015 (Jobs Act) le assunzioni tra i lavoratori dipendenti sono determinate esclusivamente dai lavoratori con un contratto a termine (+2,3%, pari a +66mila). Invece, i lavoratori con un contratto permanente, un altro modo per chiamare un contratto a termine, sono in calo del -0,1%, che corrisponde a -12mila unità.

Anche su base trimestrale, periodo novembre-gennaio, l’occupazione cresce tra i dipendenti (+0,1%, +21mila), ed anche in questo caso esclusivamente tra quelli a termine (+2,4%, +68mila) mentre i permanenti risultano in calo -0,3%, pari a -46mila unità, così come gli indipendenti (-0,5%, -27mila).

E su base annua? L'andamento sui 12 mesi risulta assolutamente identico. La crescita, anche in questo caso, interessa i soli lavoratori dipendenti con un +2% pari a +347mila unità, con un calo tra gli indipendenti del -3,5%, -191mila. Però la crescita dei dipendenti nei dodici mesi è determinata unicamente dai lavoratori a termine, in aumento del +16,3%, +409mila) ed un calo di quelli permanenti (-0,4%, -62mila).

A gennaio sono principalmente le donne ad essere assunte, e in base all’età, soprattutto quelle tra 15-24 anni ed una minima parte oltre i cinquanta anni, a fronte di un calo tra gli uomini e nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni. Un andamento che si riscontra anche su base trimestrale.

Le persone in cerca di occupazione torna a crescere a gennaio (+2,3%, +64mila), dopo cinque mesi consecutivi di calo. Il tasso di disoccupazione risulta così in aumento all’11,1% (+0,2 punti percentuali rispetto a dicembre), con quello giovanile che scende al 31,5% (-1,2 punti). A gennaio 201 la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni cala dello 0,6% (-83mila) prevalentemente in relazione alla componente femminile e ai giovani tra i 15 e i 24 anni. Il tasso di inattività scende al 34,5% (-0,2 punti percentuali).

Nel trimestre novembre-gennaio, rispetto ai tre mesi precedenti, alla sostanziale stabilità degli occupati si accompagna il calo dei disoccupati (-1,1%, -33mila) e l'aumento degli inattivi (+0,1%, +14mila). Sui 12 mesi diminuiscono sia i disoccupati (-4,9%, -147mila) sia gli inattivi (-0,6%, -75mila).

Mario Falorni
Categoria Economia
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