Il portavoce del Governo libico di Unità Nazionale, Mohamed Hamuda, è intervenuto al Senato italiano e ha parlato alla conferenza “Strade per la stabilità del Mediterraneo, una prospettiva dalla Libia”, tenutasi nella nella Sala Nassirya il 26 luglio.

Hamuda ammette che gli stessi libici non hanno lavorato, come invece avrebbero dovuto, per sviluppare nuovamente il Paese. La Libia è posizionato in maniera strategicamente importante, oggi ancora di più se si pensa alla ricerca di fonti energetiche da parti di tutti gli Stati avanzati.

Hamuda vede grandi prospettive nei porti, che ora operano a volumi ridotti ma che possono diventare la “porta” fra i due continenti, l’Africa e l’Europa. Il Governo di Unità Nazionale sta valutando il progetto che via terra va da Qatrun in Libia ad Agadez in Niger: è una via nel deserto che ha il potenziale per essere la nuova rotta di trasporto dei prodotti energetici e delle materie prime.

Ma non c’è solo il petrolio. Anche se oggi la Libia punta moltissimo sui combustibili fossili, in prospettiva si vorrebbe espandere all’energia solare con il fotovoltaico, ma servono gli investimenti e le tecnologie dei Paesi vicini, Francia e Italia in particolare.