Libero è la più grande community virtuale d'Italia, ma da un po' di tempo sta subendo un'emorragia di utenti che sono andati via per emigrare su altre piattaforme ritenute più interessanti. I motivi di questo esodo di massa sono diversi ma sono tutti accomunati dal cattivo uso che gli iscritti fanno di questa piattaforma, dove i galli cantano note troppo stonare per ricavarne qualcosa di buono. 

I blog che ospita Libero sono diventati quasi tutti una sorta di diario privato dove registrare gli infiniti scarti dell'esistenza o dove pubblicare poesie soporifere, storielle romanzate, aneddoti personali che non interessano a nessuno, se non a una platea ristretta di amici. Lo staff ha dato al sito un'impronta  di stampo giornalistico, con tanto di prime e seconde pagine, ma le riempie ogni giorno di notizie di gossip che non mirano a informare, ma solo a intrattenere un pubblico sempre più apatico e indifferente.

Libero ha cercato anche di modernizzare la sua struttura, scimmiottando un po' Facebook, ma lo ha fatto in malo modo. Ha presentato nuovi profili dove postare testi, foto e video. Ma sembra che cliccare delle semplici faccine sotto i post, senza poter condividere i propri pensieri con i commenti, stia cominciando a stancare molti, considerato anche il fatto che i post pubblicati sulle bacheche non hanno alcun valore sociale, ma servono solo ad appagare l'esibizionismo malato degli iscritti. 

Le altre offerte non è che siano migliori. Le chat sono noiose e superficiali, improntate su un linguaggio telegrafico e popolato di figurine anonime dietro cui non sai nemmeno se si nasconde un uomo, una donna o un'entità aliena. Lo spazio Cupido dovrebbe servire per trovare l'anima gemella, invece è diventato un covo di escort in cerca di clienti da spennare. Non citerò l'infinita schiera di molestatori che approfittano della possibilità di contattare le donne in modo facile e immediato per dar sfogo ai peggiori istinti che si celano nell'animo umano perché sarebbe come avventurarsi in un girone dantesco.

Se molti stanno abbandonando Libero, lasciando profili e blog desolatamente vuoti, la colpa non è solo dei grandi poli di attrazione del web, come Facebook, la colpa è anche del cattivo uso che si fa di quel portale. Una piattaforma che è diventata un mare aperto in cui nuotano tanti piccoli pesci che creano poli di attrazione minimi e pieni di banalità. Porti sicuri dove poter tranquillamente spegnere il cervello e annichilirsi in un reticolo di individui insulsi.

La rete è uno strumento innovativo e rivoluzionario, ma con Libero è finito per diventare uno strumento stupido. Ma poco importa. Perché anche per lo staff di Libero il mercato del web gira intorno ai soldi. E se la stupidità serve per portare soldi, ben venga la stupidità. A questo punto, però, una domanda è d'obbligo: quanto durerà ancora questo circo barboso e insignificante prima di chiudere baracca e burattini per fallimento?