A maggio 2018, l'Istat segnala la presenza di nubi sull’andamento dell’economia italiana

A maggio 2018, l'Istat segnala la presenza di nubi sull’andamento dell’economia italiana

L'eredità lasciata al nuovo governo del Paese dal governo Gentiloni è anche riassunta nella nota mensile Istat sull'andamento dell'economia a maggio 2018.


A livello internazionale, innanzitutto, viene segnalata la crescita dell'economia americana sia in relazione alla componente interna che a quella estera. Aumenta il reddito delle famiglie sostenuto dal miglioramento delle condizioni sul mercato del lavoro.

In Europa, invece, l'attività economica è in decrescita, anche se risulta in calo il tasso di disoccupazione. Ma a preoccupare è l'incertezza dei segnali che indicano il futuro andamento economico dell'area euro, nonostante prosegua la fase di deprezzamento dell’euro, anche se contestualmente al rialzo delle quotazioni del petrolio.


Per quanto riguarda l'Italia, il settore manifatturiero manifesta segnali di rallentamento mentre quello dei servizi rimane più dinamico.

La crescita nel Paese è stata sostenuta prevalentemente dalla variazione delle scorte e oggetti di valore (+0,7%) e dai consumi finali interni (+0,3%). Invece, domanda estera netta ed investimenti hanno contribuito negativamente (-0,4% e -0,2% rispettivamente), dopo che nei due trimestri precedenti erano state positive. L’apporto negativo della componente estera è determinato sia dalle esportazioni che, seppure in misura ridotta, dalle importazioni (rispettivamente -2,1% e -0,9% la variazione sul trimestre precedente).

A supportare la crescita sono soprattutto i servizi, principalmente legati ai settori commercio, trasporto e alloggio, attività professionali e di supporto, attività immobiliari, pubblica amministrazione, difesa, istruzione.


Nel primo trimestre, i consumi delle famiglie italiane hanno segnato una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. I consumi di beni semidurevoli hanno manifestato un aumento sostenuto (+2,9%) mentre quelli degli altri beni sono rimasti stazionari.

Il mercato del lavoro registra una crescita dell’occupazione, in un contesto di aumento della produttività. Ad aprile si evidenzia un aumento dell’occupazione (+0,3% rispetto al mese precedente), trainato dai dipendenti a tempo determinato e dagli indipendenti, mentre il tasso di disoccupazione rimane stabile all’11,2%.

Va ricordato, comunque, che l’intensità del miglioramento della produttività oraria si mantiene inferiore a quella dei principali paesi europei.


A maggio l’inflazione aumenta, con un tasso di crescita tendenziale dell’1,1% (0,6 punti percentuali in più rispetto ad aprile). Anche l’inflazione di fondo è in recupero, anche se in termini più contenuti (0,8% l’incremento tendenziale, 0,3% in più rispetto al mese precedente).

In ogni caso, l’inflazione italiana si mantiene comunque inferiore sia a quella dell’area euro (-0,8%) sia a quella delle maggiori economie (circa un punto in meno rispetto a Spagna, Germania e Francia).


Per il futuro, le aspettative non sono però rosee. A maggio l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha segnato una forte flessione, con un peggioramento sui giudizi e sulle attese della situazione economica del paese, mitigato in parte da quello delle imprese che ha manifestato una sostanziale stabilità.
Ma a preoccupare è l’indicatore anticipatore che segnala una ulteriore riduzione, suggerendo una fase di rallentamento dei ritmi produttivi nel breve periodo.

Categoria Economia
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