Il presidente del Tottenham, Daniel Levy, dopo aver licenziato Mauricio Pochettino ha chiamato alla guida del proprio club Jose Mourinho.

Per l'allenatore portoghese, che ha firmato un contratto fino alla fine della stagione 2022-23, gli Spurs sono la terza squadra che allenerà in Premier League, dopo le esperienze al Chelsea e quella al Liverpool.

Con Pochettino, il Tottenham non ha vinto alcun trofeo - l'ultimo conquistato dalla squadra londinese risale alla Coppa di Lega vinta nel 2008 - anche se alla fine della scorsa stagione ha disputato la finale di Champions League persa poi contro il Liverpool.

Il licenziamento dell'allenatore argentino fa seguito ad un pessimo avvio di stagione, con gli Spurs relegati al 14° posto, con un distacco di 20 punti dal Liverpool, primo in classifica.

Lo score di Mourinho in Gran Bretagna, dove ha ancora una casa a Londra, è di tre Premier League vinte nel 2005, 2006 e 2015 ed una Coppa d'Inghilterra, titoli conquistati nelle due esperienze al Chelsea, mentre alla guida dello United nel 2017 ha vinto l'Europa League.

Ai successi britannici, va aggiunto il triplete del 2010 con l'Inter e il titolo della Liga nel 2012 alla guida del Real Madrid.

Quindi, la speranza di Levy, che ha sottolineato che Mourinho ha sempre vinto (qualcosa) in ognuno dei club in cui ha allenato, è che l'allenatore portoghese riesca a fare altrettanto alla guida del Tottenham, occasione da lui resa al volo dopo aver rifiutato offerte che nel frattempo gli erano pervenute da Portogallo, Spagna e Cina.

La prima partita di Mourinho alla guida della sua nuova squadra sarà fuori casa contro il West Ham United sabato prossimo, mentre incontrerà le sue ex squadre già nel prossimo mese, il Manchester United in trasferta il 4 dicembre e il Chelsea in casa il 22 dicembre.

Da non dimenticare, infine, che il licenziamento di Pochettino è stato male accolto dai tifosi degli Spurs, che hanno già detto di non gradire Mourinho e di essere scettici sulla sua capacità di poter risollevare le sorti della squadra.

Infatti, l'attuale situazione del Tottenham fa seguito anche alla disparità con cui le altre squadre hanno affrontato il mercato, con gli Spurs che non hanno acquistato neppure un giocatore nelle ultime due sessioni e con Pochettino, in polemica con il club, che prima dell'inizio di questa stagione aveva chiesto che non venisse più chiamato manager ma solo capo allenatore, dato che non aveva più voce in capitolo al di fuori del campo di gioco.

Se poi a questo aggiungiamo il brutto carattere di Mourinho... non è assurdo nutrire qualche dubbio sulla decisione del club.