Quando la voce si ghiaccia in gola: il Mutismo Selettivo

Quando la voce si ghiaccia in gola: il Mutismo Selettivo

Esprimersi a volte può non essere così facile come sembra

di Paola Francesca Moretti

 

Nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) il Mutismo Selettivo è descritto come la costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche in cui ci si aspetta che si parli, come ad esempio a scuola, nonostante si sia in grado di parlare in altre situazioni.

Le persone muto selettive in circostanze particolari o con specifiche persone smettono di parlare. Il mutismo selettivo è un disturbo basato sull’ansia e può manifestarsi intorno ai 3/4 anni, ma non è l’unica fascia di età in cui compare perché si può presentare anche tra i 10/12 anni.

Gli studiosi provano a dare una spiegazione di questa mancanza del linguaggio, essi sostengono che il mutismo selettivo è caratterizzato dall’incapacità di parlare in alcuni ambiti sociali, nonostante lo sviluppo e la comprensione del linguaggio siano nella norma. Il disturbo non è dovuto a qualche disfunzione organica o a un’incapacità correlata allo sviluppo, ma è una risposta a un forte stato emotivo legato all’ansia. I soggetti muto selettivi vogliono parlare ma non riescono a farlo fuori casa o in presenza di persone estranee, praticamente si bloccano, e questa incapacità della voce a venire fuori avviene soprattutto in luoghi pubblici o negli ambienti sociali più ansiogeni come possono essere l’asilo o la scuola. Contrariamente di quanto accade in tali contesti, gli individui con mutismo selettivo a casa, negli ambienti familiari e con le persone con cui si sentono a loro agio, parlano in modo naturale e spesso sono dei veri chiacchieroni.

Il mutismo selettivo può portare a pregiudicare i rapporti sociali, visto che i bambini possono essere molto ansiosi per interagire con i coetanei. Nel corso della loro vita, i bambini muto selettivi possono andare incontro a isolamento sociale e, in particolare in ambito scolastico, questi bimbi possono manifestare compromissione educativa, proprio perché non parlano ai loro insegnanti dei propri bisogni, sia personali come può essere la richiesta di andare in bagno, sia scolastica come ripetere le consegne di un compito, quando non si è capito cosa fare. A compromettere ulteriormente la situazione sociale ed educativa di questi bambini è che spesso sono presi in giro dai loro compagni. Secondo il DSM-5 in alcuni casi, il mutismo selettivo può fungere da strategia compensatoria finalizzata alla riduzione della attivazione ansiosa negli incontri sociali.

Ma che cosa accade da un punto di vista fisiologico? Di fatto questi bambini vorrebbero parlare ma le parole rimangono congelate in gola per la paura. Nel nostro cervello è presente l’amigdala, o corpo amigdaloideo, che è una piccola ghiandola a forma di mandorla che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura.

L’amigdala ha una funzione di controllo degli eventi e degli stimoli che derivano dall’esterno. Alcune volte questa ghiandola interpreta alcuni segnali come input di pericolo ed ecco che invia messaggi al cervello, che inizia a rilasciare degli ormoni come l’adrenalina, che a loro volta fanno scattare una serie di meccanismi, tra cui quelli di fuga o di difesa. Quando l’amigdala di questi bambini fa partire una risposta allo stress, li fa sentire ansiosi e a disagio, e blocca la loro voce in gola.

 

Categoria Salute
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