Renzi risponde a De Magistris parlando «di cose vere, serie, grandi»

Renzi risponde a De Magistris parlando «di cose vere, serie, grandi»

«E dire che non fa nemmeno troppo caldo. Ma a leggere alcune dichiarazioni politiche sembra proprio che a qualcuno sia scappata la frizione. Il Sindaco di Napoli mi insulta e minaccia con volgarità indegne di un uomo pubblico. I Cinque Stelle equiparano il PD alla mafia, cercando in tutti i modi di oscurare il proprio atteggiamento incoerente sulla vicenda del sindaco di Livorno. Berlusconi dice che con queste riforme saremo al regime, ignorando che le ha votate anche lui fino al momento dell’elezione di Mattarella. Salvini accusa il Colle e Palazzo Chigi di avere le mani sporche di sangue per gli immigrati.

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È che sono proprio convinto: davanti alla guerriglia senza frontiere, davanti alla follia delle minacce, l’unica soluzione è non inseguirli. Lasciarli divertire con la battaglia nel fango, se vogliono. E continuare a parlare di cose vere, serie, grandi.» Così Matteo Renzi nella sua settimanale enews del 10 maggio.

Ormai è Matteo contro tutti, tutti sono i nemici, sporchi brutti e cattivi, mentre lui è il capo dei cavalieri bianchi, di quelli che operano per il bene del paese nel completo disinteresse del proprio tornaconto personale, finanziario o politico che sia.

È questo ciò di cui Renzi cerca di convincere se stesso ed i propri elettori nonostante tutto ciò che ha detto e ha fatto sia l'esatto contrario. Nonostante le sue scelte politiche siano sistematicamente l'opposto rispetto a come vengono descritte prima e dopo la loro approvazione. Nonostante i suoi riferimenti culturali, in politica, siano rappresentati dalla serie House of Cards dove Kevin Spacey interpreta la parte di un delinquente che riesce a farsi eleggere presidente degli Stati Uniti e, per far questo, non si preoccupa di sporcarsi le mani. Stessa frase che usa spesso Renzi... speriamo che non sia per sottintendere lo stesso modo di far politica.

Renzi ha operato esclusivamente con l'unico scopo di confermare il suo potere personale, anche utilizzando mance e promesse in occasione degli appuntamenti elettorali, in modo da far restare incollato il suo sedere alla poltrona di presidente del consiglio. Non ha guardato in faccia a nessuno, non si è preoccupato di farsi venire alcuno scrupolo. Il suo obbiettivo è rimanere saldo al potere, a qualunque costo.

E per questo, ogni passaggio elettorale sarà per lui una prova per tenere a bada non solo le opposizioni, ma la maggioranza dei parlamentari del suo partito che ora lo venera come un Dio ma che domani sarà pronta a voltargli le spalle se lui non sarà più in grado di garantire il rinnovo del seggio.

E tanto perché questo non si trasformi in stillicidio, Renzi ha deciso, com'è nella sua natura, di giocarsi il tutto per tutto con il referendum costituzionale, trasformandolo in un referendum sulla fiducia al premier. Così, da qui al voto di ottobre «saranno cinque mesi di dialogo intenso con i cittadini. E alla fine vedremo chi sta con il popolo e chi nuota solo nell’acquario della politica politicante, fatta di talk, tv e autoreferenzialità». E poi dà agli altri la patente di populista!

Monica Maggiolini
nella categoria Politica
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