L’odissea dei Diplomati Magistrale: storia di ordinaria disparità?

L’odissea dei Diplomati Magistrale: storia di ordinaria disparità?

Il Diploma Magistrale ante 2001/2002 è abilitante all’insegnamento, per cui i possessori di tale titolo, stando alla normativa che disciplina le Graduatorie ad Esaurimento, hanno diritto all’iscrizione nelle stesse. Queste graduatorie sono utilizzate per l’assunzione in ruolo, nel limite del 50% dei posti conferibili e annualmente autorizzati, oltre che per l’attribuzione dei contratti a tempo determinato e comportano anche l’iscrizione nelle Prima fasce di istituto.

 

La storia però dei maestri elementari è lunga e travagliata.

Correva l’anno 2006 quando il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Fioroni, con la legge n. 296, trasforma le Graduatorie permanenti in GaE (chiuse ai nuovi abilitati), decidendo arbitrariamente di disconoscere il valore abilitante al Diploma Magistrale, relegando questi insegnanti nella Terza fascia d’Istituto.

Nel 2014, grazie a un ricorso portato avanti da una associazione di docenti, si arriva al parere del Consiglio di Stato, sez. II, n. 3813 in data 11 settembre 2013 recepito con d.P.R. del 25 marzo 2014 – su G.U. del 15 maggio 2014 – e, in via generale, con decreto ministeriale n. 353 del 22 maggio 2014 che obbliga il Miur a riaffermare il pieno valore abilitante del Diploma Magistrale. In conseguenza di ciò ai Diplomati Magistrale viene consentita l’iscrizione nelle Seconde fasce di istituto, riservate ai docenti in possesso di abilitazione.

Se il Miur corse ai ripari circa il valore abilitante del suddetto Diploma, altrettanto non fece sul fronte delle Graduatorie ad Esaurimento che nel frattempo erano state chiuse (nel 2006), impedendo ai DM l’iscrizione nelle GaE.

 

Tanti i danni subiti in termini di opportunità lavorative e quindi anche in termini economici da questi maestri.

Nel 2014 parte allora un contenzioso seriale presso il Tribunale amministrativo al fine del riconoscimento dell’inserimento di questi docenti anche nelle Graduatorie a Esaurimento. La svolta arriva nel 2015: il Consiglio di Stato emette sette sentenze, ora passate in giudicato, che riconoscono il diritto alle Graduatorie ad Esaurimento per i Diplomati Magistrale. Negli anni avvenire anche il TAR Lazio e vari GDL emetteranno verdetti in favore di tali maestri.

Si giunge però al 2017 quando l’Adunanza Plenaria, presieduta da A. Pajno, relatore Roberto Giovagnoli, dichiara che il Diploma Magistrale è titolo non pienamente abilitante e quindi non idoneo per l’iscrizione nelle GaE. Tutto ciò viene riconfermato e ribadito anche nella Plenaria di febbraio 2019 che vede Patroni Griffi Presidente e Roberto Giovagnoli relatore.

 

Tante le sollevazioni contro i pronunciamenti dell’Adunanza Plenaria da parte delle associazioni di categoria e del mondo politico che contestano al Consiglio di Stato in sede di Plenaria di aver partorito dei pronunciamenti che creano una gravissima disparità di trattamento tra possessori del medesimo titolo (sono i 6000 i ricorrenti DM a cui definitivamente è stata consentita l’iscrizione nelle GaE).

 

Sembra che la storia di questi maestri non sia destinata a concludersi per ora, leggendo i vari comunicati di studi legali, associazione. 

Se, invece, è da considerarsi una questione chiusa, possiamo affermare che si è chiusa nei peggiori dei modi, vista la disparità di trattamento senza precedenti. Questo quanto affermano invece le maestre e maestri DM.

Categoria Politica
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