I lavoratori Amazon scioperano a Piacenza mettendo a rischio le vendite per il Black Friday

I lavoratori Amazon scioperano a Piacenza mettendo a rischio le vendite per il Black Friday

Non si tratta di gig economy ma di puro e semplice precariato, lavoratori a tempo determinato a cui viene riconosciuto uno stipendio che fa a pugni con gli utili che l'azienda produce. Quindi, come accadeva anche agli inizi del '900 - ormai in termini di diritti relativi al lavoro in Italia stiamo retrocedendo a quel periodo - torna di moda l'arma del ricatto che i salariati ponevano all'azienda. Vuoi rispettare i tuoi impegni con i clienti? Allora distribuisci parte dei tuoi utili anche con chi ti consente di realizzarli.

Il gigante dell'ecommerce Amazon ha una strategia molto semplice che può essere riassunta nella volontà di "fagocitare tutto quello che è legato alla vendita di un prodotto, chiunque sia il produttore. Le catene di distribuzione dei marchi di qualunque settore aziendale sono ormai sempre più un ricordo dl passato. Adesso i clienti vengono raggiunti tramite outlet, negozi monomarca - soprattutto per beni di lusso - e via ecommerce. Amazon è tra gli ecommerce su Internet quello che oramai sta letteralmente trasformando il mercato, non solo occupandosi della vendita di qualsiasi prodotto - materiale o immateriale che sia, ma anche della logistica, in relazione ad ogni aspetto della sua distribuzione.

In futuro, anche i corrieri saranno a rischio a causa di Amazon, sia quelli che operano a livello intercontinentale, sia queli che operano a livello locale. Amazon, infatti ha iniziato a gestire la logistica dei suoi magazzini tra un continente e l'altro tramite una propria flotta di aerei. E lo stesso vale per le consegne. Adesso chi ordina via Prime riceve la merce entro poche ore, anche il sabato, con corriere Amazon... anche se abita in un piccolo comune di una qualsiasi regione italiana.

Di per sé tutto questo è fantastico per l'utente, ma non per tutte le parti in causa impegnate in questo processo. E questo finiscono per ricordarcelo i lavoratori del centro logistico di smistamento di Amazon di Piacenza, 4mila persone, parte delle quali hanno deciso di ricordare al colosso di Seattle che anche loro hanno dei diritti e che anche loro contribuiscono al successo dell'azienda in Italia.

Per questo, il prossimo venerdì 24 novembre, giorno indicato come Black Friday, che negli Usa è un giorno di ponte dopo il giorno del ringraziamento e viene utilizzato come primo giorno per dare il via agli acquisti di Natale con sconti irripetibili, i lavoratori impiegati a Piacenza hanno deciso di incrociare le braccia per rivendicare un migliore trattamento economico, una differente organizzazione del lavoro e la possibilità della contrattazione decentrata.

Richieste che erano già state avanzate nel tempo, ma che nel tempo erano state sempre ignorate. Pertanto, nelle assemblee organizzate dai sindacati di settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl terziario che si sono tenute il 20 e 21 novembre è maturata la decisione di uno sciopero che comincerà con il turno mattutino del 24 novembre e terminerà all’inizio del turno mattutino del 25 novembre.

Sono stati 500 i lavoratori che hanno partecipato alle assemblee e che, in gran parte, oltre a scioperare venerdì 24 novembre, hanno deciso anche di astenersi da qualunque forma di orario straordinario fino al 31 dicembre 2017.

Nella nota congiunta rilasciata dai sindacati Filcams, Fisascat, Uiltucs e Ugl si rende noto che «per oltre 1 anno la strategia di Amazon è stata orientata alla "sterilità del confronto". Dopo un lungo confronto che ha ottenuto il giusto riconoscimento contrattuale per quanto concerne il livello retributivo, non vi è stata alcuna apertura concreta ai fini del miglioramento delle retribuzioni o della contrattazione di un premio aziendale.

Si tenga conto che Amazon Italia ha avuto una crescita enorme, e, in funzione di questa, la produttività richiesta ai lavoratori è altissima.

Oltre 1 anno fa la piattaforma votata dai lavoratori per un contratto integrativo aziendale ha trovato il netto rifiuto da parte aziendale. Non poteva e non può bastare ai lavoratori l’ennesimo invito ad attendere il maturare degli eventi.»

Il 24 novembre tra le 10 le 13 è previsto un presidio dei lavoratori fuori dai tornelli di Amazon a Castel San Giovanni.

Categoria Economia
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