Nell'articolo precedente abbiamo riportato un resoconto generale della Commissione Reale Australiana sugli abusi sui minori commessi tra i testimoni di Geova e non denunciati alle autorità. Adesso entriamo più nei dettagli del rapporto finale. Le audizioni hanno fatto il giro del mondo e hanno fatto emergere un realtà sotterranea: dal 1950 la filiale australiana della Watch Tower non ha denunciato alle autorità più di 1006 casi di pedofilia verificatisi dentro le congregazioni a causa delle politiche interne dell'organizzazione. Questi almeno sono i dati venuti a galla e che non tengono conto del "sommerso", cioè di quelli non scoperti.

Le conclusioni delle indagini furono presentate nel 2015 dall'avvocato Angus Stewart (nella foto), nominato consulente legale della Commissione. Contiene 77 criticità, ciascuna con paragrafi esplicativi, ma in questo articolo esamineremo quelle della politica di gestione della pedofilia della Watch Tower.

Uno degli obiettivi della Commissione Reale Australiana è stato infatti stabilire il motivo per cui nessuno dei 1006 casi di pedofilia sia stato segnalato alla polizia. La Torre di Guardia, la rivista ufficiale dei testimoni di Geova del 1/1/97 pag.28, 29, autorizzerebbe le denunce contro i Testimoni pedofili. Tuttavia, la Commissione si è chiesta come mai nessun genitore indignato si sia mai recato alla polizia. Perché così tante vittime e le loro famiglie hanno taciuto?

Man mano che le audizioni si susseguivano, andava delineandosi il quadro di una religione che da un lato dice ai suoi fedeli di ubbidire alle leggi dello Stato e dall’altra sostiene che le leggi della religione vengono prima delle leggi dello Stato. Così, la prima delle conclusioni identifica quello che ai testimoni di Geova viene insegnato nelle loro chiese: non fidarsi delle autorità.

F1 (pagina 19) L’organizzazione dei Testimoni di Geova-scrive la Commissione- presenta ai suoi membri insegnamenti conflittuali e ambigui per quanto riguarda il loro rapporto con le autorità secolari, favorendo così una sfiducia verso tali autorità.

Come ha scoperto il Center for Investigative Reporting, nel 2015, esistono migliaia di documenti prodotti dalla Watch Tower in cui sono presenti istruzioni per gli anziani dei testimoni di Geova per tenere nascosti, sia alle forze dell'ordine sia agli altri fedeli, i casi di pedofilia e abusi sessuali avvenuti all'interno della congregazione per venticinque anni. I testimoni di Geova sono indottrinati a non fidarsi delle autorità, ciò significa che spesso i soli strumenti disponibili ai Testimoni per indagare sulle accuse e punire i colpevoli sono quelli messi in atto dalla religione stessa. Questo pone una maggiore responsabilità sulla Watch Tower che dovrebbe garantire che tali misure siano efficaci nel proteggere i bambini. Come hanno figurato le procedure interne della Watch Tower all’esame della Commissione Reale Australiana? Non bene.

Prendiamo, ad esempio, la regola dei "due testimoni”. Questa politica della Watch Tower afferma che qualsiasi crimine o peccato debba avere almeno due testimoni per poter intraprendere un'azione giudiziaria, anche se gli anziani ritengono che l’accusa sia fondata. L’organizzazione giustifica questa politica come un comando diretto scritturale che si trova in Matteo 18:16, Deuteronomio 19:15, in 2° Corinti e nel libro di Timoteo. Il problema però è che l’abuso su un minore raramente si verifica in presenza di due testimoni.

La Commissione ha chiesto ai funzionari della Watch Tower se esista la possibilità di cambiare tale politica. L’organizzazione ha voluto mettere in chiaro che, nonostante riconosca che questa politica abbia delle gravi carenze, non esiste il minimo spazio di manovra per cambiarla. Riportiamo per esteso le dichiarazioni del consulente legale:

F42 (pagina 79) Il requisito che due o più testimoni oculari dello stesso episodio siano necessari in assenza di una confessione dell’imputato o che sia necessaria la testimonianza di due o tre persone vittime dello stesso abusatore o che vi siano forti prove circostanziali testimoniate da almeno due testimoni:

a) significa che molto spesso in materia di abusi sessuali su minori, che si verifica quasi sempre in privato, non verrà emesso alcun verdetto di colpevolezza nei confronti dell’imputato;

b) fa sì che le vittime della pedofilia si sentano incomprese e prive di supporto quando le accuse non possono essere sostenute;

c) causa un pericolo per i bambini nell’organizzazione dei Testimoni di Geova, perché la conseguenza è che molto spesso non si interviene su un abusatore nell’organizzazione;

d) non sembra essere applicata dall’organizzazione dei Testimoni di Geova in caso di un’accusa di adulterio, il che suggerisce che l’adulterio è preso più seriamente degli abusi sessuali su minori dall’organizzazione;

e) deve essere rivisto dall’organizzazione dei Testimoni di Geova al fine di abbandonarlo o almeno riformularlo, per garantire che si possa agire più facilmente contro qualcuno colpevole di abusi sessuali su minori.

La Commissione ha inoltre rilevato che il fatto che un comitato giudiziario composto da uomini si trovi ad indagare su un caso di abuso su una vittima di sesso femminile e che questa debba essere interrogata da un gruppo di soli uomini “è un difetto fondamentale del processo che, escludendo le donne, ne indebolisce l’efficacia”. Il processo investigativo della Watch Tower viene giudicato pericolosamente inadeguato a proteggere i minori del gruppo.

Ma che dire delle sanzioni applicabili ai colpevoli di abuso? La Watch Tower ha detto che, nel caso il presunto aggressore sia trovato in qualche modo colpevole, potrebbero essere applicate due possibili sanzioni: la Riprensione, se il colpevole viene considerato pentito, altrimenti l' Espulsione se non si pente.

Iniziamo con la Riprensione. Come è uscita dallo scrutinio della Commissione Reale? Non bene. È stato stabilito che la Riprensione può essere comminata a seguito di un peccato lieve, non può essere applicata a reati gravi quali la pedofilia o lo stupro. Un altro problema è che, mentre viene comunicata alla congregazione che c'è stata una riprensione, il motivo di tale riprensione non viene spiegato. Questo rende impossibile per i fedeli sapere che in mezzo a loro c'è un pedofilo e quindi proteggere i propri figli. Il consulente legale trova che:

F52 (pagina 86) La sanzione della Riprensione non fa dunque nulla per proteggere i bambini nella congregazione.

Mettiamo ora il caso che gli anziani giudichino l’aggressore non pentito. L'uomo verrebbe espulso. Questo proteggerebbe i bambini della comunità, ma la mancata denuncia permetterebbe al pedofilo di andarsene in giro a fare altri danni. Durante l’intervista con l’anziano Kevin Bowdich il giorno 149, è saltato infatti fuori questo problema.

Estratto dalla trascrizione del giorno 149
Angus Stewart: Nella vostra decisione sulla necessità o meno di disassociare qualcuno, non prendete in considerazione i minori al di fuori della congregazione?
Kevin Bowdich: Li prendiamo in considerazione, ma non possiamo pensare di proteggere tutti i bambini in Australia!

Così il consulente dichiara che:

F54 (pagina 87) La sanzione della Disassociazione non serve a proteggere i bambini al di fuori  della congregazione.

Non sorprende quello che il consulente dichiara sulle politiche generali della Watch Tower:

F67 (pagina 106) Le pratiche e le procedure dell’organizzazione dei Testimoni di Geova per la prevenzione degli abusi sessuali sui minori, e in particolare per la gestione del rischio di una recidiva del violentatore, non tengono conto del rischio reale di un recidiva dell’aggressore e di conseguenza mettono i bambini nell’organizzazione ad un significativo rischio di abuso sessuale.

La Commissione ha anche indagato su cosa accadrebbe se una vittima di abuso decidesse di lasciare la religione. I rappresentanti della Watch Tower hanno cercato di far apparire la loro politica come illuminata, gentile e rispettosa della libertà religiosa, che permette alle persone di scegliere un’altra fede senza gravi ripercussioni. Il consulente legale non è giunto però alle stesse conclusioni:

F69-F70 (pagina 114) I membri dell’organizzazione dei Testimoni di Geova che non vogliono più essere soggetti alle regole e alla disciplina dell’organizzazione non hanno alcuna alternativa che lasciare l’organizzazione, cosa che richiede che essi si dissocino. La politica dell’organizzazione dei Testimoni di Geova di richiedere ai suoi aderenti di evitare completamente coloro che lasciano l’organizzazione:

a) rende estremamente difficile a chiunque lasciare l’organizzazione;

b) è crudele verso chi lascia l’organizzazione e verso i suoi amici e familiari che rimangono dentro;

c) è particolarmente crudele verso coloro che sono stati vittima della pedofilia nell’organizzazione e che vogliono lasciarla perché ritengono che le loro denunce al riguardo non sono state adeguatamente trattate;

d) non è apparentemente giustificata dalle Scritture che vengono citate a sostegno di essa;

e) è adottata e applicata in modo da impedire alla gente di lasciare l’organizzazione e, quindi, per mantenere dentro i suoi membri;

f) è in conflitto con il presunto supporto che l’organizzazione dice di dare in favore della libertà di scelta religiosa e della sua convinzione che Geova Dio è un Dio misericordioso che riconosce il valore e la dignità di tutti gli esseri umani.

Da questa inchiesta della Commissione Reale Australiana si evince chiaramente come la politica degli abusi sui minori dei testimoni di Geova non sia solo sbagliata, ma favorisce l'impunità dei pedofili. Da questo si dovrebbe trarre una conclusione finale: questo rapporto governativo riguarda solo l'Australia, se adesso aggiungiamo pure le indagini che si stanno svolgendo negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Germania, in Spagna, in Olanda, nel Belgio e in altri Paesi del mondo, esclusa per adesso l'Italia, abbiamo solo una idea dell'entità del problema pedofilia che esiste tra i testimoni di Geova. Un problema finora taciuto alle autorità per non infangare il nome di un movimento che, continuando a negare i fatti, finisce per infangarsi da solo.