Dicono che le donne forti, realizzate e autonome mettano paura agli uomini. Sbagliato. Le donne forti, realizzate e autonome in realtà agli uomini piacciono. Ma di solito non hanno nulla a che vedere con quelle donne che si illudono di essere forti, realizzate e autonome ma che in realtà sono delle insolenti da cui gli uomini, giustamente, preferiscono stare alla larga per non alimentare inutili conflitti di genere.

Il problema è che buona parte delle donne di oggi ha frainteso il concetto di forte con arroganza, presunzione, aggressività, prepotenza, supponenza. Per la serie: sono forte se mi faccio rispettare e, per farmi rispettare, pretendo, competo, prevarico, scavalco. Dicono di essere donne con le palle. Però hanno le ovaie. Chissà perché per sentirsi forti debbano sempre far riferimento a qualcosa di maschile.

Le donne di una volta erano forti per davvero. Badavano alla sostanza e non all’apparenza. Non ci concentravano sulle banalità, come declinare i sostantivi dal maschile al femminile o cancellare i nomi degli uomini dalla toponomastica stradale. Erano cresciute nella miseria e nelle privazioni e sapevano sacrificarsi quando la situazione lo imponeva. Quando mi interfaccio con questo genere di donne, noto che hanno una forza mentale e uno spirito di adattamento che le donne di oggi, adagiate su comodità un tempo impensabili, non hanno. 

Spesso si incrociano sulla strada delle piattole insopportabili che stanno lì a lamentarsi sempre tutto: del maschilismo, del patriarcato, del sessismo, del bodyshaming, del catcalling, cercando il marcio anche lì dove non esiste, esigendo tutti i diritti ma fregandosene poi altamente di tutti i doveri.  Come se a loro non bastassero le quote rose, le leggi rose, i parcheggi rosa, i finanziamenti rosa, i codici rosa, i tribunali rosa e tutto il corollario di norme rosa fatti a loro favore.

No, loro vogliono sempre di più, e lo vogliono perché sono donne, non perché sono brave e competenti. Sono dei buchi neri incontentabili, per loro non è mai abbastanza. Pretendono che il mondo sia fatto a loro immagine e somiglianza. Non vogliono la parità con l'uomo, come giusto che sia: vogliono la supremazia. Come disse Lilli Gruber, "vogliamo il potere perché siamo più brave degli uomini". Una dichiarazione tracotante che dipinge il volto di una donna moderna impregnata di una presunzione davanti alla quale gli uomini scappano.