Il rispetto per i gusti sessuali di un uomo o di una donna vanno rispettati, su questo non c’è dubbio, ma non vanno imposti. Se io dico che le trans non mi piacciono, non sto esprimendo una mia preferenza sessuale, per i perbenisti del politicamente corretto sono un transfobico solo perché ho detto che l'omosessualità è contro natura. 

Ricordate la Legge Zan? E’ una legge che mira a tutelare gli omosessuali e i transessuali dalle discriminazioni. Su questo siamo d’accordo. Ma offendere i trans è una cosa, dire che non mi piacciono i trans è un’altra. Ma noi viviamo in un’epoca in cui il politicamente corretto si innalza a dittatura dipinta non con la svastica ma con i colori dell'arcobaleno.

Qualche anno fa, in Germania, alcuni bambini si sentirono male in classe dopo che gli insegnanti avevano loro mostrato delle immagini erotiche nel corso di alcune lezioni gender. I genitori che volevano esonerarli da quell’insegnamento finirono davanti ai tribunali. Successe nella “democratissima” Germania, dove chi osa dissentire sull’ideologia del gender viene perseguito a norma di legge, a tal punto da rischiare di ritrovarsi la polizia sul pianerottolo di casa.

Personalmente questa situazione mi preoccupa. E non poco. Perché stiamo andando oltre il semplice rispetto per il diverso: qui stiamo scivolando verso un regime che il diverso te lo impone per decreto legge. Quello che sta succedendo nel mondo con il politicamente corretto è un assaggio dell’intolleranza che pretende di eguagliare ciò che è diverso e, in questo, dimostra di essere minaccioso quanto tutte le dittature che hanno attraversato la storia. 

Sono più di dieci anni che nel mondo l’immonda ideologia del “gender” si è fatta legge. Solo la Norvegia è rinsavita dopo avere constatato che, una volta cresciuti, i maschi continuavano a comportarsi da maschi e le femminine continuavano a comportarsi da femmine, e poiché il loro ministero del gender era andato avanti per decenni a sovvenzioni milionarie, avevano capito la truffa e avevano chiuso immediatamente.

Non sappiamo quale sia davvero l’obiettivo del politicamente corretto. Ma il fatto che la libertà di rifiutare l’omosessualità diventi motivo di condanna, dimostra che qualcuno vuole distruggere la nostra civiltà per farci accettare ciò che in natura non dovrebbe essere né praticato né, tantomeno, legittimato.