L’importanza dei vaccini e le insidie della Grande Rete

L’importanza dei vaccini e le insidie della Grande Rete

Fra fake news, troll digitali e complottisti aumenta la disinformazione

Il tema delle vaccinazioni, ricorrente negli ultimi anni, ha suscitato reazioni contrastanti sui social network, specialmente su Facebook, da sempre teatro di scontri fra “tifoserie avverse”; se da una parte c’è chi accoglie con benevolenza l’obbligatorietà dei vaccini, dalla parte opposta si assiste ad una levata di scudi, da parte di detrattori vari, i quali per ignoranza in materia o per interesse personale, mettono in discussione la loro importanza.

La questione sui vaccini è emersa in seguito alla legge, varata nel 2017, che regolamenta l’obbligo delle vaccinazioni, la quale stabilisce che non possono essere iscritti agli asili nido ed alle scuole dell'infanzia, pubbliche e private, i minori che non abbiano fatto le vaccinazioni obbligatorie; una misura di prevenzione necessaria per evitare il diffondersi di malattie infettive, alla quale è seguita la protesta dei movimenti “no vax”, che hanno rivendicato la lesione di un diritto di libertà di espressione.

Occorre fare chiarezza, innanzitutto, su un punto fondamentale: la scienza non è democratica; non potrebbe essere altrimenti d’altronde, poiché tanto per fare un esempio la velocità della luce non può essere decisa per alzata di mano, ne tanto meno si può pretendere di stabilire la forma del pianeta, in seguito ad una votazione; la scienza si basa sui fatti e non sulle opinioni; pertanto trattandosi di argomenti scientifici, rimane certa la validità dei vaccini e la loro necessità per scongiurare delle epidemie.

È con molta amarezza costatare nell’epoca attuale, dominata dal progresso scientifico, la misura con la quale la disinformazione riesce a dilagare in maniera sempre più crescente; una situazione paradossale, in cui la notevole mole di informazioni, facilmente reperibili su Internet, non è accompagnata da una buona qualità; gli esempi evidenti non mancano, mostrando una miscela eterogenea di falsità: dalle cosiddette “bufale del web” (o fake news) agli scherzi di pessimo gusto dei tanti “troll” sparsi su facebook, tutto va ad alimentare le tesi portate avanti dai vari “complottisti”, persone cioè che tirano in ballo ad ogni occasione varie teorie di complotto, architettate da “oscuri poteri non meglio specificati”; nello specifico si tratta di screditare l’intera comunità scientifica, accusandola di agire solo per favorire gli interessi economici delle grandi case farmaceutiche.

La Società italiana di Pediatria mette in guardia dalle tante fake news che circolano come le catene di S. Antonio, sui social network, che riguardano i vaccini, di seguito ne vengono riportate alcune.

Un’attenzione particolare riguarda la diceria che ha suscitato la maggior parte delle polemiche: la correlazione (falsa) fra vaccino ed autismo. Attualmente, in seguito a moltissimi studi scientifici, non emerge alcun dato che possa dimostrare un possibile nesso di causalità tra vaccini ed autismo. A tal proposito è utile ricordare il caso di Andrew Wakefield, ex medico britannico, radiato dall’ordine professionale, per una pubblicazione scientifica fraudolenta del 1998, nella quale sosteneva la correlazione, successivamente smentita, tra il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) e la comparsa di autismo; si scoprì che Wakefield era stato pagato per alterare i risultati al fine di supportare una serie di cause giudiziarie intentate da un avvocato contro le case farmaceutiche produttrici dei vaccini.

Proseguendo in rassegna la lista delle notizie da smentire, troviamo la “bufala” secondo la quale i vaccini non sono efficaci, poiché non proteggono il 100% dei vaccinati. Occorre far ricordare, in merito a questa affermazione, il concetto di “immunità di gregge”: una forma di protezione indiretta che si verifica quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione finisce con il fornire una tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità, in definitiva maggiore è la percentuale di copertura vaccinale, minore sarà la soglia di diffusione di malattie infettive.

Un’altra teoria sulla quale si basano i no vax riguarda l’elevato numero di vaccini che potrebbe indebolire il sistema immunitario, soprattutto nei bambini; una teoria del tutto priva di ogni fondamento, poiché l’organismo umano, sin dalla nascita presenta un sistema immunitario in grado di reagire a migliaia di virus e batteri, producendo anticorpi specializzati, capaci di contrastare una quantità notevole di antigeni (sostanze capaci di provocare una risposta immunitaria), dell’ordine di grandezza di centinaia di miliardi. Negli anni ’80 del secolo scorso si iniettavano più di 3000 antigeni per vaccinare contro 7 malattie (difterite, tetano, pertosse, polio, morbillo, parotite e rosolia); grazie alle biotecnologie, attualmente è possibile iniettare soltanto 150 antigeni per vaccinare contro 14 malattie (alle precedenti si sono aggiunte emofilo, epatite B, varicella, pneumococco, meningococco B e C, rotavirus). Si tratta quindi di numeri che impegnano ben poco il sistema immunitario, anziché indebolirlo.

L’ultima, ma non certo per importanza teoria che ostacola i vaccini, sostiene che molti vaccini somministrati in una sola volta sono dannosi. Come già detto il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere e di rispondere ad un elevatissimo numero di antigeni, sin dalla nascita. Partendo dai principi dell’immunologia è possibile stimare il numero di vaccini a cui l’organismo di un bambino potrebbe rispondere in una sola volta: circa 10.000 vaccini contemporaneamente.

Per approfondimenti, in merito ai falsi miti sulla vaccinazione, si consiglia la consultazione di questa pagina web: Vaccini, ecco il decalogo SIP “antibufale”.

Nonostante le campagne d’informazione, le polemiche sui vaccini non si placano; una situazione che continua a generare un’informazione deviata e fuorviante, con effetti purtroppo tragici, come la morte del bambino di Catania, avvenuta il 6 Aprile 2018, affetto da morbillo, ma troppo piccolo per essere vaccinato (aveva solo 10 mesi) e quindi ha contratto l'infezione da chi evidentemente non lo era.

Bisogna contrastare tutte queste menzogne che dilagano, facendosi strada fra gente troppo pigra intellettualmente per controllare l’attendibilità della fonte di informazione, l’analfabetismo funzionale, apparentemente innocuo causa in realtà danni a volte irreparabili.

Categoria Salute
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