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domenica 7 settembre 2008 - 4.14
6
voti
Spesso si dice che il grado di civiltà di una società si misura dalla cura e considerazione che questa ha degli animali. È certamente vero, ma nei tempi di oggi forse occorre aggiornare tale principio, dicendo che il grado di civiltà di una società si misura da quanti rifiuti produce, e da come li smaltisce. (...) Si può credere o non credere alla scienza omeopatica e alla biodinamica, che guardano al mondo naturale il modo nettamente diverso dall’occhio moderno, strettamente legato al dato scientifico, ma anche in questo senso le prove non mancano: una nutrita serie di ricerche (pare che siano oltre 400 ormai), conferma la nocività delle emissioni da incenerizione.(...) Fin qui si è detto dell’effetto negativo delle ceneri sulla natura e sull’ambiente, e dei danni di tipo genetico causati agli uomini: ma cosa dire dell’aspetto psicologico? Cosa sente un uomo sottoposto per decenni ad una finissima pioggia di cenere? Quale "aria" si respira intorno ad un inceneritore?
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inserita 71 giorni fa da towanda - Sezione: Politica
fonte http://www.luogocomune.net
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inviato da sultano96 - 67 giorni fa 1 voti     
Sono un simpatizzante dell'antroposofia perciò condivido il modo di trattazione dell'argomento di questo post e suggerirei di rendere responsabili, fino al recupero finale del packing, le ditte produttrici delle merci. Non capisco perchè queste ultime possono produrre ogni schifezza e dopo io debba rompermi il capo per smaltirla, è una condivisione di compiti squilibrata!
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inviato da towanda - 65 giorni fa 0 voti     
Ciao, sultano96. Al di là dell'antroposofia, che anche avendo ha un suo modo efficace di dimostrare l'assurdità di questo consumo non è conosciuta dalla stragrande parte di popolazione "consumante", ritengo la tua proposta una di quelle che farebbero arrivare più efficacemente all'ipotesi di "rifiuto zero". Il punto è che tutto è progettato esattamente per perpetuare l'emergenza all'infinito. Compreso il meccanismo che conduce le ditte ad utilizzare materiali inquinanti. Tutto questo, in ogni caso, non implica demordere. Anzi. L'importante è capire di fronte a COSA ci si trovi. Un saluto.
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