Che i soldi facciano strani giri si è sempre saputo. Ma che riescano a partire come aiuti umanitari per poi tornare a casa come profitti è meno scontato. É il caso dell'Afghanistan, che rimane, piaccia o no, un vulnus scoperto per tutti i Paesi appartenenti alla Nato e per gli Usa stessi. Al problema (che in realtà per molti è un business), già ampiamente trattato, delle coltivazioni d'oppio e del narcotraffico si aggiunge una situazione in continuo declino e di guerra continua, che non lascia trasparire la possibilità di orizzonti migliori. Nonostante nelle cronache nostrane non trovi particolare spazio, nell’ultima classifica redatta dal rinomato centro studi britannico d’intelligence Jane's Information Group, il Paese asiatico risulta il terzo più instabile al mondo dopo Gaza e Somalia, mentre l’Iraq è al ventiduesimo posto. Per la Nato, l’unica soluzione è
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