Costa molto produrre soldi. Questo fatto non è tangibile solo per gli imprenditori e gli affaristi, ma anche per il Dipartimento del Tesoro. Per stampare banconote o coniare monete il Bureau of Engraving and Printing (la zecca statunitense, ndt) deve comprare tutte le risorse necessarie, compresa carta, inchiostro, macchinari e metallo. Nel caso delle banconote questi acquisti sono trascurabili in quanto è semplice aggiungere uno zero in più per coprire i costi. Per le monete non vale lo stesso discorso. Il prezzo dello zinco necessario a coniare i pennies è costantemente in crescita. Come riporta un articolo del New Yorker [*1], il costo di produzione di un centesimo oggi si aggira attorno a 1,7 centesimi; costa quindi quasi due centesimi produrne uno. Produrre una moneta a un costo maggiore rispetto al suo stesso valore è conosciuto come "signoraggio negativo". Questo fenomeno ha portato molti a mettere in discussione l'esistenza stessa del penny, proponendo di abolirlo. Comprendere
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