Capita di leggere fiumi di parole e poi alla fine di sentirsi delusi e un po’ presi in giro perché tempo e fiducia dedicati alla lettura non sono sempre contraccambiati da informazioni e spunti di riflessione secondo le attese. Questo non avviene leggendo la breve intervista di Marina Piccone al re del cinema romano Luigi Magni, il personaggio attualmente più rappresentativo della romanità dopo Petrolini, Alberto Sordi, Anna Magnani, Gabriella Ferri, la Lupa e Romolo: il regista di “Scipione detto anche l’Africano”, “La Tosca”, “Nell’anno del Signore”, “In nome del papa re”, “In nome del popolo sovrano” e di tanti altri film che hanno fatto la fortuna dei produttori suscitando apprezzamenti e non poche polemiche.
VAI ALL'ARTICOLOinserita 48 giorni fa da giovanidubbiosi -  Sezione: Cultura e Spettacolo
fonte http://www.giovanidubbiosi.it |