Ora Silvio vuole l’ostia,
gli necessita, la brama,
vuol mondarsi dal peccato
pei reati che non ama.
Atti falsi e corruzione,
concussione e malafede,
lui vuol chiuder la questione
dimostrando che in dio crede.
Questo atto di difesa,
lo zio Giulio lo ha insegnato,
frequentando, a turno, Clero
e rivali dello stato.
Ma la Chiesa a Silvio vieta:
“l’immorale è divorziato”
Non può aver l’eucarestia,
chi da moglie è separato.
Chi ha sposato su un altare,
e s’accorge dell’errore,
non si può più separare,
ha un impegno col creatore.
Mentre è giusto, è regolare
se il più grande malfattore,
si confessa e ingoia l’ostia:
“si è redento il peccatore”
Silvio, invece, ha fatto danno,
manca intera la sua “quota”
alla corte dell’inganno:
“la sentenza … sacra rota”.
aro
VAI ALL'ARTICOLOinserita 73 giorni fa da ninniromeo -  Sezione: Politica
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