Tre tele sporche, caotiche, colori gettati di getto senza una grammatica, una logica, la rottura di una forma, anzi il tentativo utopico della non formalizzazione. Da questo caos è la memoria dei corpi, della carne che prende il sopravvento.
inserita 9 aprile 2008 da klpost -  Sezione: Cultura e Spettacolo
fonte http://klp.splinder.com |