"Petrolio record sopra i 126 dollari", "Petrolio da record, giù le borse", "Petrolio senza freni", e perfino "Petrolio oltre quota 126 dollari. Può arrivare a 400". Questi alcuni dei titoli utilizzati da testate giornalistiche nostrane negli ultimi giorni per raccontare le impennate bizzose del prezzo del petrolio greggio sui mercati mondiali.
Il prezzo del crude oil, che ha staccato di larga misura la soglia psicologica (che oramai sembra un lontano ricordo) dei 100$ a barile, inizia a scuotere gli animi degli analisti di tutto il globo. Comincia a serpeggiare il dubbio che non solo l'attività speculativa in commodities dovuta alla cirisi dei mercati finanziari; non solo la svalutazione del dollaro, moneta in cui sono fissati i prezzi di vendita; non solo l'aumentata domanda di idrocarburi da parte dei paesi emergenti; e non solo l'attività di cartello dell'OPEC, tesa a mantenere i livelli di produzione artificialmente bassi, siano causa di questa corsa a briglie sciolte
VAI ALL'ARTICOLOinserita 56 giorni fa da dieke00 -  Sezione: Economia
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