Anche a me è caro l’ermo colle
e guardo l’orizzonte che si coglie,
ma la siepe di Leopardi è alta e scura
e mi toglie il piacer che si figura.
Poi sognando, il cuor mio quasi si sviene,
per il fetore che dalla strada viene
e gli urli e gli schiamazzi di ogni fonte
che giungono al di la dell’orizzonte.
E come il vento porta quei rumori,
la vita paragono e questi odori
e mi sovviene, tra il caos moderno
che il domani pei figli sarà inferno.
Poi, penso alle stagioni e a quella viva
in cui il forte odor la fa cattiva,
e naufragando in questa dolce brezza
annego il mio pensier nella … monnezza.
aro
VAI ALL'ARTICOLOinserita 93 giorni fa da ninniromeo -  Sezione: Salute
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