Da molti ambiti della società emerge la convinzione che uno degli elementi più richiesti dalle organizzazioni, sia proprio il carattere umano e multidisciplinare della formazione. In particolare, sempre più si va ponendo l’accento sull’importanza strategica delle competenze umane e relazionali piuttosto che su quelle nozionistiche. È un dato che affiora sempre più dalle ricerche di mercato, dagli studi sulle carriere, dagli annunci professionali di tutte le aree di business. È come se improvvisamente il mondo del lavoro scoprisse l’acqua calda. Dopo secoli in cui i percorsi formativi si sono concentrati sull’immagazzinare e accumulare nozioni, formule matematiche, ricette di management, finalmente anche in Italia le accademie (vedi Politecnico di Torino, SDA Bocconi, il CNR, LUISS, la SISSA di Trieste, ecc.) si vanno progressivamente allineando su modelli formativi di carattere esperenziale, empatico, psicologico-relazionale, antropologico.
VAI ALL'ARTICOLOinserita 91 giorni fa da istitutosolaris -  Sezione: Scienza e Tecnologia
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