 Nel 1912, con il tracollo dell’impero manciù, la proclamazione della repubblica e la trasformazione del movimento nazionalista di Sun Yat-sen in Guomindang (Partito nazionale del popolo), si poté ritenere che la Cina avesse intrapreso il cammino adatto a uscire dalla condizione di subalternità. Era però difficile controllare lo sterminato territorio cinese, dilaniato dalle contese tra i «signori della guerra», i potenti capi militari che detenevano il potere nelle varie province. L’anarchia interna rendeva di fatto il Giappone l’avversario esterno più pericoloso per l’indipendenza cinese. L’ingresso della Cina in guerra a fianco dell’Intesa, nel 1917, venne quindi effettuato anche al fine di trovare un sostegno nella comunità internazionale. Il Giappone, però, non si ritrasse dalle zone d’influenza che controllava nella Cina settentrionale, alimentando nel contempo con questo atteggiamento il nazionalismo cinese: lo stesso partito comunista cinese, subito dopo la sua formazione, priv
VAI ALL'ARTICOLOinserita 11 agosto 2008 da khayyamsblog -  Sezione: Esteri
fonte http://khayyamsblog.blogspot.com |