Lo scopo degli editori oggi è sempre meno quello di informare e sempre più quello di persuadere il lettore a comprare e il sano vecchio mestiere del giornalista non può più trovare un terreno fertile all’interno di questo ambiente ormai inquinato dal potere del marketing e della pubblicità, e Cairo, da buon pubblicitario, lo sa bene e fa crescere le sue tasche col minimo di spesa. Purtroppo, non è più il giornalista qualificato che fa rendere il giornale, ma una buona marchetta! La libertà di stampa e la ricerca della verità non interessano a Cairo nè agli altri editori e, a quanto pare, nemmeno a una certa fascia di lettori che consuma i resti più avariati di una cultura di massa agonizzante: il gossip, il sesso e la demagogia facile fatta di buoni sentimenti.
VAI ALL'ARTICOLOinserita 2 settembre 2008 da dompublic -  Sezione: Cultura e Spettacolo
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