E' del 1941 il saggio, la rivoluzione dei manager di J. Burnham, che ha come idea centrale la nascita, al posto del capitalismo com'era fino ad allora conosciuto, di una classe, i manager, che avrebbe soppiantato le altre alla guida della società e si sarebbe affermata come nuovo potere con il quale fare i conti e che avrebbe gestito il capitalismo su scala globale applicando i principi dell'economia globalizzata che avrebbe permeato di sè l'intero pianeta: per manager non si intende solo quello "classico" ma anche tecnici iperspecializzati, burocrati, alti vertici dei militari ecc. Una casta insomma che è nell'ombra, a differenza delle altre, non risponde democraticamente delle scelte che compie verso i cittadini nè è guidata dal conceto di bene pubblico ma ha davanti un solo scopo: il proprio profitto e quello di chi li assume con un'occhio attento all'aspetto finanziario più che a quello economico. Di fronte ad essa la politica è senza armi e spesso, anche perchè i politici di solit
VAI ALL'ARTICOLOinserita 91 giorni fa da ninograg1 -  Sezione: Esteri
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