Una ragazzina poco più che dodicenne è in una piccola tenda nel campo di Nyala, in Darfur. Piange a dirotto e tiene tra le braccia il frutto dello stupro subito da quattro janjaweed, quattro animali che con quella violenza le hanno letteralmente sottratto l'innocenza. Eppure lei non piange per questo, piange perché il padre l'ha allontanata giudicandola indegna, perché è stata violentata e poi non si è uccisa.
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