Sapete che rileggendo - stavo facendo il film “La vita è bella” e ho letto e riletto Primo Levi - Se questo è un uomo, e mi sono meravigliato, che non solo lui, ma anche un grande poeta russo, Mandel’stam, quando era nei campi di lavoro in Siberia, nello stesso momento entrambi, nel luogo più basso dove l’uomo era arrivato, i campi di sterminio - ci sarà una cosa più bassa? - che hanno preso il posto dell’Inferno di Dante nella nostra immaginazione, in quel momento entrambi hanno pensato... Uno ha scritto un saggio critico sull’Ulisse, e Primo Levi cercava di spiegarlo a un cuoco, praticamente a un lavapiatti del campo di sterminio il canto dell’Ulisse. Proprio perché sentivano che loro erano quello, non erano solo quello che vedevano lì.
Estratto dalla spiegazione del Canto XXVI dell’Inferno di R.Benigni
VAI ALL'ARTICOLOinserita 222 giorni fa da gpdc81 -  Sezione: Cultura e Spettacolo
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