In un interessante articolo dei primi di maggio William Engdahl spiega come il prezzo del greggio non è dettato dalla tradizionale regola della domanda e dell'offerta. Al contrario sono gli intricati mercati finanziari a dettarne le fluttuazioni e il suo crescente costo: il 60% del prezzo totale è pura speculazione, portata avanti dalle grandi banche commerciali e dai fondi hedge. Il crescente costo della materia prima ha quindi poco a che fare con il picco del petrolio [*1]. Al contrario il facile acesso al credito dovuto alla crescente massa di denaro circolante è uno dei principali fattori che spingono verso queste speculazioni. In una realtà monetaria caratterizzata dal monopolio pubblico su monete di carta a corso forzoso, le Banche Centrali immettono liquidità sotto forma di prestiti al sistema bancario, a cui ovviamente accederanno per primi i grandi speculatori e i gruppi finanziari, che sono i più propensi, per via degli stretti legami con il mondo della finanza, a portare ava
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